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Borsa Milano in calo con WS, male Interpump, corrono Ferragamo, Diasorin

·3 minuto per la lettura
Una donna cammina davanti all'ingresso della Borsa di Milano

Nuova seduta particolarmente difficile a Piazza Affari, appensatita dalla partenza in forte calo di Wall Street e, in modo particolare, del Nasdaq in attesa del verdetto del meeting della Fed, dal quale gli investitori non si aspettano cambiamenti di politica monetaria. A livello economico la congiuntura resta complicata anche a seguto della crisi sanitaria a livello globale per la pandemia.

L'indice delle blue chip Ftse Mib si muove sui minimi di seduta, tornando sui livelli del 22 dicembre scorso.

Sul fronte interno oggi prendono il via le consultazioni al Quirinale nell'ambito della crisi di governo dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte ieri.

Un primario broker italiano rileva che "la situazione politica rimane confusa e cruciali saranno i prossimi giorni anche se è altamente improbabile che si arrivi a una soluzione prima della settimana prossima. Le elezioni anticipate non sono impossibili, ma rimangono ancora altamente improbabili".

Quanto allo spread del rendimento fra titoli di stato decennali tedeschi e italiani la forbice è invariata intorno ai 120 punti base.

Tra i titoli in evidenza:

In forte calo le banche con Unicredit che flette del 2,5% dopo il deciso rialzo del 4,5% ieri sulle attese che Andrea Orcel, ex capo dell'investment banking di Ubs, sarà nominato nuovo chief executive. Barclays ha avviato la copertura sul titolo con la raccomandazione di "equal-weight" e un prezzo obiettivo di 8,6 euro. Il broker Bestinver ritiene che Orcel sia "una buona scelta per lo standing internazionale e, anche in relazione a una presunta offerta di UniCredit per Mps, non crediamo che darà il via libera a un'operazione che penalizzi gli investitori della banca".

Sul resto del comparto fa peggio Intesa Sanpaolo (-3%) così come Bper.

Ripiega anche Nexi (-3%) dopo il rally di ieri e nuovamente sotto la resistenza di 15 euro.

Continuano i realizzi su Stellantis, che ritraccia del 3,9%, allontandosi dai livelli raggiunti al debutto in Borsa della nuova realtà post fusione Fca-Psa lo scorso 18 gennaio. Il contesto del settore auto in Europa è comunque negativo con un calo del 2,8%. Il broker Jefferies ha avviato la copertura con "Buy" e un prezzo obiettivo di 18 euro. Anche Mediobanca Securities ha riavviato la copertura con "Outperform" e un prezzo obiettivo di 19,6 euro, "con un potenziale upside del 40% rispetto al prezzo di mercato. Vediamo diversi aspetti catalizzatori che potrebbero portare a un rerating, come la presentazione del nuovo piano industriale nella prima metà del 2021", si legge nel daily di oggi.

Regge Tod's (+0,3%) in vista del dato dei ricavi preliminari 2020 stasera a mercati chiusi. Bestinver si attende che i ricavi del quarto trimestre scendano a due cifre e con la parte retail che continuerà a restare negativa a causa della mancanza di turisti in Europa e di una limitata spesa dei consumatori negli Usa per le elezioni presidenziali.

Strappa Ferragamo con una crescita del 7,1%.

Sempre ben raccolta Diasorin che sale del 5%, sotto i massimi raggiunti nel corso della seduta, in una fase in cui, con l'intensificarsi della campagna vaccinale anti Covid 19, torna l'interesse per i test sierologici prodotti dalla società di biotech con sede a Saluggia.

Tonfo per Interpump, in flessione del 6% dopo che Kepler Cheuvreux ha tagliato la raccomandazione a "hold" da "buy".

Scivola Atlantia con un calo del 3,6%.

Giù anche Stm, che cede il 4% alla vigilia della presentazione dei risultati del quarto trimestre 2020. Le competitor Amd e Texas Instruments hanno riportato risultati trimestrali sopra le attese.

Fra i pochi titoli positivi, Fincantieri in crescita del 2,2% e Saipem (+1,7%) che si è aggiudicata un contratto di Front-End Engineering Design (Feed) per Virgia gas project nel Sud Africa.

(Giancarlo Navach, in redazione a Roma Francesca Piscioneri)