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Borsa Milano parte poco mossa, deboli banche, oil, bene Diasorin

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L'ingresso della Borsa di Milano

MILANO, 29 marzo (Reuters) - Indici sostanzialmente piatti a Piazza Affari nella prima seduta della settimana che precede il lungo ponte delle festività pasquali. Venerdì scorso nuovo rally a Wall Street sulle attese di una forte ripresa negli Usa post pandemia.

E si allentano anche i timori legati allo stop nel trasporto delle merci dopo che stamani la gigantesca nave cargo è stata disincagliata nel canale di Suez. Di conseguenza tornano a scendere anche le quotazioni del greggio che cede oltre l'1% sotto i 64 dollari al barile.

Intorno ai 96 punti base lo spread fra il rendimento dei titoli di stato decennali italiani e tedeschi.

Tra i titoli in evidenza:

In cima al paniere svetta Diasorin che cresce dell'1,3% dopo che la Fda Usa ha dato l'autorizzazione ad uso d'emergenza (Eua) negli Stati Uniti per il test Liaison Sars-CoV-2 Ag, utilizzato per rilevare l'antigene Sars-CoV-2 in pazienti sintomatici.

Giù il settore delle banche penalizzato a livello europeo dopo che Nomura e Credit Suisse hanno annunciato perdite significative dopo che un hedge fund Usa, Archegos capital, ha fatto default. Credit Suisse sta cedendo oltre il 10% in Borsa. Lo stoxx settoriale europeo cede lo 0,6%. A Milano Intesa Sp e Unicredit cedono lo 0,4%, Bper l'1%.

Creval sale dello 0,17% a 12,04 euro, ben sopra il prezzo di offerta di Credit Agricole Italia di 10,5 euro dopo che il cda della banca ha ritenuto il prezzo dell'Opa "non congruo".

Energetici stabili. In evidenza soprattutto Maire Tecnimont che balza dell'1% e prosegue la fasa rialzista della scorsa settimana. Piatta Eni, mentre Saipem cede lo 0,6%.

In flessione D'amico (-2,6%) dopo il balzo delle sedute scorse a seguito della salita dei prezzi dei noleggi delle petroliere per il trasporto del greggio.

Cedente Atlantia (-0,5%) in balia delle notizie sulla cessione di Aspi, mentre ieri il consorzio guidato da Cdp ha dichiarato che avrebbe continuato ad affinare la sua proposta per Autostrade per l'Italia.

(Giancarlo Navach, in redazione a Roma Stefano Bernabei)