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Borsa Milano scivola nel pomeriggio con Wall Street, in controtendenza Mps e Iveco

·2 minuto per la lettura
Una donna davanti l'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Si esaurisce nel pomeriggio il tentativo di rimbalzo di Piazza Affari, che passa con decisione in territorio negativo contagiata, come il resto d'Europa, dal calo di Wall Street.

Tornano a prevalere dunque le preoccupazioni per l'impatto economico delle misure anti-Covid in Cina, del previsto incremento dei tassi e del prolungarsi del conflitto in Ucraina, in attesa di trimestrali chiave negli Usa che potrebbero dare indicazioni sull'andamento reale dell'economia.

Intorno alle 17 l'indice FTSE Mib cede l'1% circa. Volumi a 1,4 miliardi di euro.

Tra i titoli in evidenza:

In luce nel pomeriggio Iveco, accesa da risultati trimestrali migliori delle attese. Con +2,3%, il titolo è comunque ampiamente sotto i massimi giornalieri appesantito, secondo un trader, dalla carenza di componenti che colpirà la produzione.

Altro titolo sotto i riflettori è Mps, che avanza del 4,7% con volumi sostenuti, spinto dalle speculazioni su un'apertura del governo a investitori esteri dopo alcune dichiarazioni in tal senso del ministro Daniele Franco.

Per il resto, il panorama bancario è invece debole, come in Europa, con Unicredit in calo del 2,7% e Intesa Sanpaolo di 1,4%.

Si sgonfia Telecom Italia, si rafforza Tenaris in sintonia con le altalene del greggio.

Resta tonica Leonardo che ha annunciato oggi la cessione della partecipazione nella jv Aac e ha confermato la guidance sul debito. Peraltro, il settore della difesa soffre meno degli altri il protrarsi del conflitto ucraino.

Ad eccezione di Iveco, il settore automotive è in forte calo, in linea con il comparto europeo. STELLANTIS cede quasi il 3%, male anche BREMBO e PIRELLI. Secondo Giorgio Barbieri, senior partner di Deloitte, la guerra potrebbe prolungare la crisi del mercato auto alla luce della forte dipendenza dell'industria europea da alluminio, palladio e neon provenienti da Russia e Ucraina. Questo potrebbe incidere sulla transizione verso l'elettrico, mettendo a rischio l'obiettivo della Commissione europea di arrivare a 30 milioni di veicoli a zero emissioni in circolazione entro il 2030.

(Claudia Cristoferi, editing Gianluca Semeraro)

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