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Brexit ancora in stallo: Theresa May rinvia il voto per la bozza e parte per rinegoziare gli accordi con i leader UE

Alberto Ferrante
A sorpresa, Theresa May ha deciso di rinviare il voto per la bozza sulla Brexit. Il timore era che la maggioranza non venisse raggiunta. Così, la leader inglese è partita in un vero e proprio tour europeo, per incontrare i soli leader in grado di aiutarla a sbloccare una situazione che ormai si avvicina drammaticamente a un No Deal secco.

Negoziati di emergenza per la Brexit. La premier Theresa May incontrerà a Berlino la cancelliera Angela Merkel, nella speranza di ricevere un supporto per sbloccare una situazione ormai assai delicata.

In quello che doveva essere il giorno del giudizio, dopo la bozza raggiunta a Novembre, Theresa May ha infatti annunciato a sorpresa, in Parlamento, il rinvio del voto. La maggioranza non sarebbe stata raggiunta e la leader inglese ha preferito non dividere la camera in un momento così teso,  con una possibile crisi di governo all’orizzonte.

La premier tornerà dunque a trattare con Bruxelles e con i rappresentanti degli altri Paesi, al fine di raggiungere un compromesso che possa garantirle il sostengo di almeno 320 deputati. Ma il tempo stringe, e la nuova bozza dovrà essere presentata entro il 21 Gennaio 2019.

Per Theresa May saranno dunque giornate caratterizzate da numerosi incontri volti a strappare delle concessioni. Dopo il meeting con il Primo Ministro olandese, Mark Rutte, e il pranzo con Angela Merkel a Berlino, è il turno di Jean-Claude Juncker, Michel  Barnier e Donald  Tusk a Bruxelles.

E’ previsto inoltre un summit con i leader europei per Venerdì.

Tra le risate umilianti dei parlamentari, Theresa  May ha rinviato il voto essenzialmente con lo scopo di rinegoziare la sezione della bozza relativa al backstop, vale a dire l’elemento chiave dell’accordo con l’Unione.

L’Irlanda del Nord, infatti, potrebbe rimanere nel mercato comune europeo per un periodo di tempo indeterminato al fine di evitare probabili tensioni tra Belfast e la Repubblica d’Irlanda. Ma i conservatori si erano espressi contro l’accordo proprio a causa del backstop. La bozza era stata accolta come il modo peggiore per concretizzare la Brexit, lasciando la Gran Bretagna strettamente legata all’Unione Europea.

Tuttavia, proprio su questo aspetto l’Unione Europea si è sempre detta irremovibile: quello raggiunto potrebbe essere l’unico accordo possibile per Bruxelles, e se i rapporti con l’Irlanda venissero ritoccati per favorire i brexiteers più estremisti, la conseguenza potrebbe essere l’effettivo No Deal da parte dell’Europa.

Colpita su due fronti, May ha dunque optato per dei colloqui diretti volti a rinegoziare le concessioni con i numeri uno in Europa.

Intanto, la Corte Europea di Giustizia ha stabilito che la Gran Bretagna ha tutto il diritto di cancellare unilateralmente la Brexit. Si tratta di un altro colpo basso per il governo, che potrebbe avere conseguenze difficili da preventivare tra i sostenitori di un secondo referendum. Si riteneva, infatti, che per revocare l’articolo 50 dei Trattati fosse necessario il consenso di tutti i Paesi membri, mentre la dichiarazione della Corte Europea sembra indicare un’uscita di emergenza che viene osservata sempre più attentamente dagli oppositori e dai cittadini britannici.

Tuttavia, difficilmente il governo si prenderà la responsabilità di contraddire il primo referendum popolare. L’opzione più verosimile, ma non per questo probabile, resta ancora quella di un secondo voto per cancellare definitivamente la Brexit.

Come prevedibile, i mercati hanno reagito al maldestro colpo di scena. Nella giornata di ieri, la sterlina è arrivata a cedere l’1,25% contro l’euro, mentre contro il dollaro si è registrato un calo dello 0,57%.

This article was originally posted on FX Empire

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