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Bruxelles: mazzette del Qatar, sospesa la vicepresidente dell'eurocamera Eva Kaili

Bruxelles: mazzette del Qatar, sospesa la vicepresidente dell'eurocamera Eva Kaili

Dopo 16 perquisizioni, 600mila euro in contanti sequestrati e 4 fermi, queste, sono le ore degli interrogatori. Una vicepresidente dell'eurocamera la greca Eva Kaili, è già stata sentita questo venerdì sera.

Colpisce al cuore il gruppo socialisti e democratici dell'europarlamento l'inchiesta belga per presunta corruzione da parte del Qatar che avrebbe pagato prebende per evitare censure in vista dei mondiali.

Eric Van Duyse, portavoce dell'ufficio del procuratore federale di Bruxelles dice che "Si tratta di un fascicolo già aperto qualche mese fa dalla procura federale per sospetta corruzione, riciclaggio e organizzazione criminale, che riguarda una potenziale corruzione del Parlamento europeo da parte di uno Stato del Golfo Persico. Lo scopo della corruzione è cercare di cambiare le decisioni politiche o economiche dell'eurocamera".

Il Paese sarebbe il Qatar che avrebbe cercato di evitare censure preparando i mondiali di calcio.

Quattro italiani i fermati

I fermati sono 4 italiani: l'ex eurodeputato gruppo socialisti Antonio Panzeri, di cui anche moglie e figlia sono state fermate in Lombardia, l'ex segretario generale della confederazione eruopea dei sindacati Luca Visentini, sindacalista proveniente dalla Uil, Francesco Giorgi, già assistente di Panzeri nonché compagno di Eva Kaili e Niccolò Figà Talamanca della Ong No peace without Justice operante a Bruxelles. La maggior parte del contante sequestrato sarebbe stato trovato nella cassaforte dell'abitazione belga di Panzeri.

Secondo politico.eu anche l'ufficio dell'europarlamentare socialista Marc Tarabella, belga di origini abruzzesi e membro del gruppo S&D, è stato sigillato. Anche Tabarella, come Panzeri, da ultimo si era iscritto ad Articolo 1.

"Siamo sconcertati dalle accuse di corruzione nelle istituzioni europee. Abbiamo una posizione di tolleranza zero nei confronti della corruzione. Siamo i primi a sostenere un'indagine approfondita che preveda la piena divulgazione delle informazioni e collaboreremo con tutte le autorità investigative", recita un comunicato del gruppo S&D.

La dichiarazione del Parlamento europeo

L'Europarlamento ha dichiarato di non commentare i procedimenti giudiziari, aggiungendo: "Come sempre, il Parlamento europeo collabora pienamente con le autorità nazionali competenti. Lo stesso vale per questo caso specifico".