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Carige: aumento capitale "blindato", esclusa nuova manovra su capitale

di Andrea Mandalà

GENOVA (Reuters) - Grazie al sostegno degli azionisti storici, nuovi investitori ed ex bondholder, Carige considera l'aumento di capitale da 560 milioni già "blindato" ed esclude nuove manovre sul patrimonio.

E' quanto hanno rassicurato oggi i vertici della banca in un incontro con la stampa nel primo giorno dell'aumento di capitale, aggiugendo che un altro tassello del complesso piano di rafforzamento patrimoniale da un miliardo, ovvero la cessione della controllata nel credito al consumo, Creditis, sta per essere completato.

"E' un'operazione a metà tra un private placement e un aumento di capitale", ha ribadito l'AD Paolo Fiorentino "Sono ottimista sul fatto che l'aumento vada a riparto", ha aggiunto.

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"Escludo un aumento addizionale", ha inoltre sottolineato

Tra impegni e disponibilità, e senza considerare l'apporto, di difficile previsione, dei piccoli azionisti retail che ad ogi contano per oltre il 53% del capitale sociale, l'aumento parte da una base di copertura di 360 milioni di euro, ha spiegato il Cfo Andrea Soro.

Nel dettaglio 130 milioni riguardano complessivamente gli impegni di sottoscrizione pro quota degli azionisti storici, Malacalza Investimenti, (primo azionista con il 17,6%), Gabriele Volpi (6%) Aldo Spinelli (0,45%) e Coop Liguria (1,76%) oltre alle quote delle Fondazioni che hanno manifestato la propria disponibilità ma devono ottenere l'autorizzazione formale del Mef. Volpi si è inoltre impegnato inoltre a salire al 9,9% del capitale di Carige, mettendo sul piatto altri 20 milioni circa.

Altri 110 milioni riguardano neo-azionisti di tipo 'industriale' che potranno subentrare nell'inoptato grazie ad accordi di prima allocazione. Si tratta di Credito Fondiario, che che sta trattando in esclusiva con la banca per l'acquisto di 1,2 miliardi di sofferenze e della piattaforma di servicing, la Sga, e "un primario investitore internazionale" che acquisirà Creditis.

Ulteriori 35 milioni potranno arrivare da investitori di tipo finanziario, quali Algebris per circa 10 miloni e Banca Ifis per la restate parte.

I bondholder Unipol, Generali e Intesa Vita, che hanno partecipto al'operazione di Lme, e a cui è stata riservata una tranche dell'aumento, potranno coprire circa 65 milioni complessivamente.

"C'è un forte orientmento che nei prossimi giorni si trasformerà in un documentato commitment", dice Fiorentino in merito all'atteso investimento delle tre società nell'equity della banca.

In particolare Intesa potrebbe partecipare per l'intero ammontare di 35 milioni derivante dallo swap dei subordinati, mentre Unipol e Generali per la metà, rispettivamente 20 e 10 milioni.

A tutto questo si potrebbero aggiungere altri 69 milioni legati all'accordo di Malacalza Investimenti con i garanti dell'aumento di capitale per avere azioni in caso inoptato per salire sino a 28%. Secondo quanto riportato nel prospetto Malacalza si aspetta ragionevolmente che Bce si esprima sull'incremento della sua quota prima della fine del periodo di opzione, il 6 dicembre.

La mappa dell'azionariato di Carige è destinato dunque a mutare a valle dell'aummento "con un ribilanciamento verso la componente di investitori istituzionali, pur tenendo conto che la parte retail rimane pur sempre il nostro azioniariato core", dice il Cfo.

VERSO ESCLUSIVA PER CESSIONE CREDITIS

Quanto alla cessione di Creditis, Fiorentino ha spiegato che la banca ha ricevuto tre offerte vincolanti e che ne ha selezionata una proveniente da un "importante fondo internazionale".

L'obiettivo è quello di arrivare ad una proposta di esclusiva da portare in Cda entro martedì.

Secondo una fonte vicina alla situazione un'offerta è stata presentata dal fondo hedge Usa Christofferson Robb Company (Crc).

Nella nota informativa sull'aumento di capitale si legge che è stato sottoscritto un accordo di sub-garanzia di prima allocazione tra Equita Sim e "un primario investitore istituzionale estero" subordinato all'accettazione da parte della banca dell'offerta entro oggi e alla sigla di un contratto di compravendita entro il 6 dicembre.

"Faremo di tutto per mantenere la deadline ma abbiamo flessibilità per concordare una strategia alternativa", ha rassicurato Soro che per Creditis ha parlato di un posssibile incasso "a tre cifre", superiore alle attese.

Rassicurazioni sono arrivare inoltre sulla liquidità messa sotto tensione nelle giornate precedenti il lancio dell'aummento ma ora la situazione è tornata sotto controllo.

"Abbiamo recuperato la maggior parte delle liquidità uscita e sul fronte corporate l'abbiamo addirittura aumentata in questi giorni", ha detto il Cfo.

BANCA CON CONTI IN ORDINE PER EVENTUALE M&A

In tema di eventuali aggregazioni l'AD Fiorentino ha rassicurato sul fatto che con il piano di rafforzamento patrimoniale e industriale la banca potrà essere messa nelle migliori condizioni per sedersi al tavoli di eventuali trattative di M&A.

"Il mercato italiano va rapido versi un secondo festival di aggregazioni spinte dalle pressioni sui margini e sui costi", spiega Fiorentino.

"Il mio obiettivo, subordinato alle decisioni degli azionisti, è quello di metterli nelle condizioni per sedersi ad eventuali tavoli di aggregazione con vestito pulito, make-up fatti e conti ordine", dice l'AD ricordando che oltre all'importante rete di sportelli in Liguria la banca dispone anche di un importante asset fiscale, rappresentato da oltre 500 milioni di Dta, da mettere sul piatti di eventuali deal.