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Carige, Fitd apre data room su cessione quota maggioranza

·2 minuto per la lettura
Logo di Banca Carige a Roma

MILANO (Reuters) - Il Fitd apre la data room a potenziali acquirenti della quota di maggioranza detenuta in Banca Carige e prova a scandire i tempi del processo che dovrebbe portare a una soluzione definitiva per il futuro della banca genovese.

E' quanto confermano fonti vicine alla situazione spiegando che entro fine luglio sono attese le offerte non vincolanti e in autunno quelle vincolanti, con l'obiettivo di giungere a un accordo entro la fine dell'anno.

Secondo le fonti, tra le banche che hanno manifestato interesse ad accedere alla data room, Banco Bpm e Credem hanno firmato i non disclosure agreement. Entrambe non commentano.

Anche altri istituti, come Bper e Credit Agricole potrebbero essere interessate a un approfondimento dei dati della banca, così come diversi fondi di private equity, secondo alcuni banchieri d'affari.

La cessione del controllo di Carige avviene in una fase calda per il sistema bancario italiano alle prese con una nuova ondata di consolidamento favorita anche dagli incentivi fiscali alle fusioni e con la questione Banca Mps da risolvere.

Un'acquisizione dell'istituto ligure potrebbe portare in dote all'acquirente circa 400 milioni di Dta trasformabili in patrimonio, secondo l'attuale normativa.

Tuttavia gli analisti ricordano come il debole profilo operativo della banca ligure implichi che l'operazione di vendita debba necessariamente configurarsi come un'operazione finanziaria, che può andare in porto alle giuste condizioni.

Uno dei soggetti più attesi a giocare un ruolo nel risiko bancario è Banco Bpm, ma l'istituto, che punta alla formazione di un terzo polo bancario, è alla ricerca di un'operazione di maggiori dimensioni rispetto a Carige mentre, al contrario, Credem fino a oggi ha puntato su deal più piccoli e facilmente gestibili.

Il Fondo Interbancario di tutela dei depositi, intervenuto nel salvataggio di Carige nel 2019 dopo il commissariamento della Bce, deve cedere, con il supporto dell'advisor Deutsche Bank, l'80% in Carige dopo che lo scorso marzo Ccb ha rinunciato a esercitare la propria opzione sull'acquisto della quota.

Dopo due svalutazioni, l'investimento originario del Fondo di 600 milioni, ha un valore residuo iscritto a bilancio 2020 di circa 104 milioni.

Secondo alcuni analisti la cessione della quota di controllo di Carige potrebbe portare ulteriori perdite per il Fitd.

Tra gli altri nodi da sciogliere sulla cessione, aggiungono, vi sono anche i rischi legali legati alla causa intentata dall'ex azionista di maggioranza Malacalza Investimenti e altri piccoli azionisti per i danni che avrebbero subito nell'ambito dell'aumento di capitale del 2019.

Carige, particolarmente esposta in una regione economicamente debole, ha posticipato di un anno i target del piano strategico a causa degli effetti della pandemia, puntando adesso a conseguire il break-even di utile netto a partire dal 2023.

(in redazione a Milano Gianluca Semeraro)

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