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Coronavirus, l'appello dalla zona rossa: "Senza lavoro territorio muore"

L’epidemia da coronavirus tiene col fiato sospeso l’Italia intera e, da sabato, ha congelato ogni attività dei comuni della cosiddetta zona rossa. Da Codogno, passando per Casalpusterlengo e Castiglione d’Adda, i paesi del Lodigiano hanno lanciato un appello al governo per riprendere quanto prima l’attività nel territorio.

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Secondo una stima della provincia di Lodi più di 56mila lavoratori rischiano il posto mentre 189 milioni di euro di fatturato a settimana sono a rischio per le imprese lodigiane nella zona gialla, 49 milioni nella zona rossa.

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“Raccogliamo l'appello delle Associazioni di categoria del territorio e ci rivolgiamo al governo affinché accolga con celerità la domanda pressante e crescente delle oltre 3400 attività economiche che da sabato scorso sono bloccate, con grave danno per sé e profondo disagio per l'intera comunità. Ridateci il lavoro”.

Così i sindaci della zona rossa Francesco Passerini (Codogno), Elia Delmiglio (Casalpusterlengo), Costantino Pesatori (Castiglione D’Adda), Davide Passerini (Fombio), Alba Resemini (Terranova dei Passerini), Mario Ghidelli (San Fiorano), Angelo Caperdoni (Somaglia), Daniele Saltarelli (Castelgerundo), Angelo Chiesa (Bertonico) nell’appello al governo.

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Lodi, il rischio di perdita nella zona rossa

“Ognuna di queste attività rappresenta una storia ricca di laboriosità intelligente e appassionata. Non si deve mettere in ginocchio una comunità operosa come la nostra. Questo è un prezzo troppo alto da pagare per noi senza considerare tutti gli altri insopportabili sacrifici che già stiamo vivendo” spiegano i sindaci in un lungo comunicato.

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Poi l’invito: “Per noi è necessario normalizzare "il quotidiano" dei nostri concittadini e questo passa necessariamente dalla possibilità di riattivare il lavoro nelle nostre imprese e dalla possibilità di riaprire tutte le nostre attività di vicinato, luoghi fondamentali per ritornare a vivere le nostre comunità”.

“Siamo certi che sia doveroso consentire una ripresa graduale sin dai prossimi giorni, in collaborazione con il Prefetto ci facciamo garanti affinché - concludono i sindaci - la ripresa avvenga con le necessarie garanzie sanitarie che gli stessi imprenditori sono pronti e disponibili a sottoscrivere”.

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