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Coronavirus, rimpatriati 56 italiani. Un 17enne lasciato a Wuhan

Coronavirus, rimpatriati 56 italiani da Wuhan

L’aereo con a bordo 56 italiani provenienti da Wuhan, focolaio dell’epidemia da coronavirus, è atterrato oggi poco dopo le 10 all'aeroporto militare di Pratica di Mare.

I nostri connazionali sono stati trasportati all’interno della città militare della Cecchignola a bordo di due pullman militari. Sia il personale sanitario, sia i soldati a bordo, sia i passeggeri indossavano mascherine e occhiali protettivi.

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Coronavirus, i governatori di 4 Regioni: “Isolamento per gli alunni”

I governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige hanno scritto una lettera comune al Ministero della Sanità chiedendo che il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina sia applicato anche ai bambini che frequentano le scuole.

"Non c'è nessuna volontà di contrapposizioni politiche, né tantomeno di ghettizzare: vogliamo solo dare una risposta all'ansia dei tanti genitori visto che la circolare non prevede misure in tal senso", ha fatto sapere il Presidente del Veneto, Luca Zaia.

La lettera al ministro della Salute inviata dai 4 governatori chiede di integrare la circolare del dicastero sulle misure per gli studenti "prevedendo un ulteriore elemento di tutela verso i bambini che frequentano i servizi educativi per l'infanzia e gli studenti soggetti ad obbligo scolastico, prevedendo, in via del tutto precauzionale, un periodo di 14 giorni prima del rientro a scuola da parte degli studenti, di qualsiasi nazionalità, italiani compresi, giunti in Italia dalle aree affette della Cina".

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Coronavirus, chi è l’italiano rimasto a Wuhan

Sul Boeing KC767A del quattordicesimo stormo dell'Aeronautica Militare non è stato possibile imbarcare un ragazzo di 17 anni, che ieri al momento della partenza aveva un po’ di febbre: il protocollo prevedeva la partenza solo per persone che non avevano sintomatologie.

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Il ragazzo si trovava ospite di una famiglia a 400 chilometri da Wuhan, nell'ambito di un progetto che prevede un anno scolastico all'estero. Ha raggiunto Wuhan per poter partire insieme al gruppo di italiani rimpatriati, ma poi non è potuto salire a bordo a causa della febbre.

Stefano Verrecchia, capo dell'Unità di Crisi della Farnesina, ha specificato:”Ha fatto il test e domani dovremmo avere il risultato. La sua situazione è abbastanza calma, è curato da due signore italiane in un appartamento dell'ambasciata che è costantemente in contatto con lui".

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Coronavirus, italiani rimpatriati: le condizioni

"All’apparenza stanno tutti bene, bisogna però fare dei controlli", ha dichiarato Stefano Verrecchia, capo dell’Unità di crisi della Farnesina. Anche le condizioni del ragazzo italiano rimasto bloccato a Wuhan "non è preoccupante, auspichiamo che non abbia nulla, ma aveva la febbre e la febbre non è un sintomo trascurabile in questo caso", ha aggiunto.

"Sono stati ultimati i controlli sanitari, non ci sono problemi di sorta per i nostri concittadini che stanno per essere portati alla Cecchignola presso il centro sportivo dell'Esercito", ha annunciato su Facebook il commissario straordinario per l'emergenza, Angelo Borrelli.

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Coronavirus, rimpatriati 56 italiani: la testimonianza di un 21enne

C'è anche un ragazzo di 21 anni di Cormons (Gorizia), Riccardo Ancora, tra i 56 italiani giunti questa mattina a Pratica di Mare da Wuhan. Il giovane, studente di lingue orientali, si trovava in Cina per motivi di studio e per perfezionare la conoscenza della lingua. Stava studiando a Pechino ma era andato a Wuhan per far visita alla famiglia cinese che lo aveva ospitato in passato, durante un progetto Intercultura. Qui era rimasto bloccato dalle autorità cinesi.

Da lì, come riporta il Messaggero Veneto, aveva inviato dei messaggi per rassicurare tutti, sostenendo che, nonostante una situazione da film con trasporti bloccati, aeroporti e stazioni chiuse, la vita continua in modo quasi regolare.

Il 21enne, come gli altri cittadini giunti dalla Cina, sarà sottoposto a un periodo di controlli sanitari. Saranno tutti in "osservazione clinica" per 15 giorni, a cura di medici e infermieri dell'Esercito tutti provenienti dal policlinico militare Celio. Nel team sanitario l'Esercito fornirà anche ufficiali per il supporto psicologico qualora necessario.

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