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Che cos’è il Digital Twin

[Getty]

Digital Twin, o se preferite l’italiano “gemello digitale”. Il concetto può portarvi alla mente scenari fantascientifici dove avatar di noi stessi vivono una vita parallela, facendo magari quelle cose che noi non abbiamo il tempo di fare. La realtà è invece diversa, meno distopica e più utile sotto il profilo economico.

Per Digital Twin, infatti, intendiamo la perfetta rappresentazione digitale di qualcosa che esiste nel mondo reale: un oggetto, un sistema, un’entità. Qualcosa che viva nel nostro mondo fisico, e che viene traslato in modo esatto in un ambiente fatto di bit.

Dove risiede l’utilità del Digital Twin? Nell’essere un oggetto che, vista la propria totale aderenza alla sua copia reale, si presta a essere usato per test e prove, così da evitare errori o problemi di ogni sorta. In un mondo in cui la produzione corre a ritmi sempre più serrati, le aziende hanno l’esigenza di evitare il più possibile ogni tipo di intoppo lungo la filiera che va dall’ideazione alla finalizzazione del proprio prodotto. La verifica preventiva di ogni possibile questione problematica rende il processo efficiente, e di conseguenza aumenta il profitto.

Digital Twin è quindi una delle keyword di questi tempi. Al momento della loro comparsa erano rappresentazioni digitali capaci di supportare la progettazione, o anche sistemi in grado di raffigurare in forma digitale i profili utente/cliente. In breve tempo si sono evoluti, diventando modelli di supporto e accelerazione del business, forti di capacità analitica autonoma utilizzabile in tempo reale. L’attenzione, in questo momento, è concentrata sull’utilizzo dei Digital Twin nell’IoT, dove migliorano il processo decisionale aziendale fornendo informazioni su manutenzione e l’affidabilità, su come un prodotto può funzionare in modo più efficace.

E infatti, la stima di Gartner per il 2020 è dell’esistenza di oltre 20 miliardi di sensori e terminazioni collegate, e di altrettanti Digital Twin potenzialmente attivi come copie di prodotti e processi. Sempre Gartner prevede che la loro evoluzione li renderà capaci di raccogliere e visualizzare dati, di applicare le regole più corrette e di rispondere efficacemente agli obiettivi aziendali.

La società di consulenza non esclude che si possa a breve parlare di DTO (Digital Twin Organization), modelli che attraverso l’analisi dei dati potranno capire come un’organizzazione rende operativo il proprio modello di business, come si comporta sul mercato, come distribuisce le risorse e risponde ai cambiamenti per fornire valore al cliente. Il DTO diventerebbe un sistema intelligente, capace di reazioni autonome di fronte a determinate condizioni, con l’obiettivo di adattare l’azienda al meglio a un contesto reale in cambiamento costante.