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Covid, i 6 campanelli d'allarme sulla pelle

Primo Piano
·2 minuto per la lettura

Occhio alla pelle: può dirci molto sul nostro stato di salute, in particolare, se abbiamo contratto il Covid-19. Secondo una ricerca italiana, condotta con il supporto della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), sono sei i disturbi cutanei che potrebbero indicare la presenza dell’infezione e che quindi suggeriscono l’opportunità di sottoporsi a un tampone.

L’indagine, pubblicata sul Journal of the American Academy of Dermatology, è stata condotta su duecento casi di Covid in tutta Italia per capire se ci siano sintomi dermatologici correlati alla malattia e se la loro gravità sia a sua volta connessa con un’infezione più o meno severa. 

Per tutti i partecipanti sono state raccolte numerose informazioni cliniche (gravità del Covid-19, presenza o meno di altre malattie, durata delle manifestazioni cutanee e così via) e i risultati dell’analisi dimostrano che i segni del virus sulla pelle sarebbero soprattutto sei:

- lesioni eritematose o simili al morbillo (presenti nel 27% dei casi)

- geloni (25%), 

- manifestazioni simili alla varicella (16 per cento), 

- orticaria (13%), 

- vasculite (11%) 

- ecchimosi (3%). 

"La durata media delle lesioni cutanee è stata di dodici giorni, per i geloni si arriva a ventidue giorni", spiega il coordinatore dello studio Angelo Valerio Marzano, direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università di Milano.

Secondo gli esperti che hanno condotto la ricerca, è dunque opportuno fare attenzione alla pelle e sottoporsi a un tampone se compaiono all’improvviso un eritema molto esteso o un’apparente orticaria, un livido per cui non c’è motivo, geloni, vasculite

"La nostra pelle potrebbe metterci in guardia e avvisarci preventivamente su quello che accade nell’organismo, dando la possibilità di muoverci in anticipo e aiutando nella diagnosi precoce della malattia, che può anche contribuire a evitare possibili ulteriori contagi", conclude Ketty Peris, presidente SIDeMAST.

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