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Crisi finanziaria in Italia? Solo questione di tempo

Fabio Carbone
Timori per una nuova crisi finanziaria in Italia, a parlarne in un editoriale è l’agenzia stampa Bloomberg rifacendosi ai dati economici e politici italiani.

Secondo un editoriale pubblicato da Bloomberg, una crisi finanziaria in Italia non è questione se ci sarà oppure no, ma solo una questione di tempo.

L’importante agenzia di stampa Bloomberg prende spunto per la sua riflessione partendo dai dati politici ed economici italiani più evidenti: la crisi politica, il deficit della manovra economica 2019 portato al 2,4%, il calo della produzione industriale del 2,7 percento a febbraio 2019.

Gli investitori, italiani e stranieri, starebbero “attenzionando” la situazione italiana per capire quale scenario futuro si prospetta.

Ricordiamo anche che il 27 aprile l’agenzia di rating S&P emetterà la sua analisi sull’economia italiana, mentre l’agenzia Moody’s lo farà a settembre. In particolare l’analisi di S&P, a circa un mese dalle elezioni politiche europee, solleverà un gran polverone di parole in Italia perché tutti i partiti sono a caccia di voti.

Titoli di Stato verso nuovi record

Secondo Bloomberg, che cita la nota di cautela di banche e società di investimenti come City Group e Axa Investment, i titoli di Stato italiani si appresterebbero a vivere lo stesso momento di picco visto lo scorso autunno in piena crisi UE – Italia.

Si potrebbe prospettare un innalzamento dei rendimenti sopra il 3,5% subito dopo le elezioni europee.

In questi mesi i Btp e gli altri titoli di stato italiani hanno fatto registrare un boom di acquisti, ma se le condizioni critiche dell’economia dovessero restare quelle attuali, molti investitori (stranieri in primis) potrebbero restare a guardare durante i prossimi collocamenti di titoli di Stato italiani.

Il taglio del rating sul debito sovrano italiano

Se le agenzie di rating dovessero ancora rivedere il loro giudizio sul debito sovrano italiano, già prossimo a un livello “spazzatura”, le conseguenze per l’Italia potrebbero essere “sismiche” secondo l’editoriale pubblicato da Bloomberg.

Calo degli ordinativi

Citavamo prima il calo negli ordinativi dell’industria italiana a febbraio. L’Istat registra un calo del 2,7% rispetto al mese di gennaio. A pesare soprattutto la lieve contrazione delle commesse provenienti dal mercato interno (-0,4%) e una contrazione decisamente più sostanziosa che riguarda la domanda di ordinativi proveniente dal mercato estero (-6%).

Su base annua, anche se siamo solo agli inizi, il calo si attesta sul valore percentuale del -2,9%. Un dato grezzo, ma che viene zavorrato dal -7,7% dei dati esteri: peggior risultato da giugno 2017.

Il fatturato delle aziende segna all’opposto un timido aumento congiunturale del +0,3%, favorito dal mercato interno (+0,8%), mentre i ricavi delle aziende provenienti dall’estero sono in calo dello -0,9%.

Calcolato su base annua il fatturato delle aziende sale del +1,3%, con incrementi che riguardano il lato nazionale e il lato estero.

Bisogna però prendere questi dati con cautela, perché i conti effettivi si potranno fare solo a metà anno quando si avrà un quadro della situazione economica più chiaro.

Le tensioni politiche non giovano

Le tensioni politiche di questi giorni tra il M5s e la Lega non giovano all’Italia. Complice le prossime politiche europee lo scontro tra i due partiti si è elevato per “soddisfare” il proprio elettorato di riferimento.

Gli investitori non staranno a guardare il colore o il logo sulla bandiera, guarderanno i profitti del personale portfolio di investimenti ed è sui risultati concreti che orienteranno le strategie finanziarie per il prossimo futuro.

Una nuova crisi finanziaria in Italia potrebbe essere solo questione di tempo.

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This article was originally posted on FX Empire

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