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ETF Bitcoin approvato dalla SEC. Ora cosa accadrà alle criptovalute?

·3 minuto per la lettura

Venerdì 15 ottobre si è diffusa la notizia che la Securities and Exchange Commission statunitense (US SEC) dava il lascia passare alle società che ne avevano fatto richiesta di istituire un ETF Bitcoin.

La notizia ha portato il prezzo del bitcoin (BTC) sopra i 60 mila dollari, ma i mercati non si sono esaltati più di tanto, come invece avvenne quando negli USA si diede l’autorizzazione all’istituzione dei futures sul bitcoin nel 2017.

Il motivo principale è legato al fatto che gli ETF Bitcoin dovranno essere legati ai futures della criptovaluta e non direttamente alla criptomoneta (Bitcoin futures ETF). Motivo per cui non si verificheranno acquisti diretti di bitcoin da parte dei fondi negoziati in borsa (ETF) nei mercati.

Gary Gensler, presidente della SEC, lo aveva annunciato sul finire dell’estate durante un evento. L’autorità non avrebbe approvato un ETF Bitcoin il cui sottostante fosse stato direttamente bitcoin.

ProShares dovrebbe essere la prima ad attivare un ETF Bitcoin negli USA. La società ha già depositato un annuncio di registrazione alla SEC nel quale si apprende che le commissioni saranno dello 0,95%, e che l’ETF sarà legato al bitcoin futures quotato al Chicago Mercantile Exchange (CME), approvato dal Commodity Futures Trading Commission (CFTC).

Data di lancio prevista lunedì 18 ottobre, ma il fondo non sarà da subito disponibile al trading.

Con l’ETF Bitcoin quali prospettive per le criptovalute?

Se l’annuncio non ha sortito un effetto detonatore sul prezzo delle criptovalute, è anche perché altre nazioni hanno ampiamente anticipato gli Stati Uniti, come Canada e Brasile per gli ETF e in Europa, Svizzera, Germania, Parigi e Amsterdam per quanto riguarda gli ETN.

Non solo gli USA giungono in ritardo, ma gli altri paesi menzionati hanno legato i loro veicoli di investimento direttamente alla criptovaluta BTC (e già anche a ETH). Quindi quello della SEC è un mezzo passo in avanti.

Una volta disponibili al trading, questi ETF legati ai futures non sortiranno un grande effetto positivo sugli acquisti di criptovaluta bitcoin.

Il timore, anzi, è che possano catalizzare l’attenzione di molti grandi investitori e piccoli, che invece di investire direttamente sulla criptovaluta si limiteranno a comprare un derivato di un derivato. E questo non apporterà alcun beneficio alle criptovalute, anzi, non ha molto a che fare con esse.

Scatole che contengono altre scatole

Appare poi singolare il fatto che la SEC approvi la costruzione di un veicolo di investimento sfruttando come sottostante un altro strumento derivato.

L’obiettivo della SEC è di non poggiare gli ETF su un asset non ancora ben regolamentato negli USA (le criptovalute), ma su uno strumento già normato (i futures).

Tuttavia, creare scatole che al loro interno contengono altre scatole – i derivati di derivati – non appare costruire una finanza basata su fondamenta solide. In passato le scatole che contenevano altre scatole hanno portato a crisi sistemiche e al fallimento di banche e società, e non il reale sottostante.

This article was originally posted on FX Empire

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