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Fed annuncia che tapering arriverà 'presto', aumento tassi anno prossimo

·2 minuto per la lettura
Uno schermo trasmette la conferenza stampa del presidente della Fed Jerome Powell dopo l'annuncio della banca centrale Usa, mentre un trader lavora alla Borsa di New York

WASHINGTON (Reuters) - La Federal Reserve ha annunciato ieri di voler cominciare a ridurre l'acquisto mensile di bond a partire da novembre, segnalando anche che un aumento dei tassi di interesse potrebbe giungere prima del previsto.

La svolta leggermente restrittiva della banca centrale statunitense è stata comunicata nel nuovo policy statement e nelle proiezioni economiche, che hanno mostrato come nove dei 18 esponenti Fed siano pronti ad alzare i tassi di interesse l'anno prossimo per rispondere all'inflazione, che secondo i calcoli della banca centrale dovrebbe raggiungere quota 4,2% quest'anno, più del doppio del target di 2%.

La progressiva uscita dal programma di acquisti di bond, del valore di 120 miliardi di dollari al mese, potrebbe avere inizio dopo il meeting del 2-3 novembre, a condizione che la crescita dei posti di lavoro negli Stati Uniti a settembre rimanga "ragionevolmente solida", ha spiegato il presidente della Fed Jerome Powell durante una conferenza stampa alla fine del vertice di due giorni terminato ieri. Il report sulla crescita dei posti di lavoro non agricoli per settembre sarà pubblicato ad inizio ottobre, e sarà l'ultimo disponibile prima del nuovo incontro della Fed ad inizio novembre.

"Non servirebbe un report incredibilmente solido " per dare il via al "taper" del programma di acquisto di bond, e il processo dovrebbe giungere a conclusione verso la metà del prossimo anno, ha detto Powell.

Questa tabella di marcia ha acquisito un significato ulteriore. La Fed vuole terminare il programma di acquisti di titoli di Stato e di titoli coperti da ipoteca prima di alzare i tassi di interesse, e le nuove proiezioni mostrano che ci si sta preparando per una simile eventualità nel 2022.

La Fed ora prevede che l'inflazione supererà il target per quattro anni consecutivi. Anche se l'"overshooting" è minimo, con il 2,2% per il 2022 e 2023 e il 2,1% nel 2024, è sufficiente a far cambiare opinione a molti esponenti, fin qui divisi su quale fosse il pericolo principale, se l'impatto della pandemia sul sistema economico- con conseguente livello relativamente alto di disoccupazione- o la minaccia di un'inflazione fuori controllo.

Per il momento, la Fed si aspetta di riuscire ad influenzare positivamente il mercato del lavoro mantenendo sotto controllo le spinte inflazionistiche, che secondo l'analisi della banca centrale statunitense sono soltanto il risultato di forze "transitorie", che andranno via da sole.

In effetti, le attese sono che gli aumenti dei tassi procederanno lentamente, spingendo il tasso overnight della Fed all'1% solo nel 2023, e all'1,8% nel 2024, ancora nel campo di quella che viene considerata una politica monetaria espansiva che consentirà al tasso di disoccupazione di tornare ai livelli pre-pandemici di circa il 3,5%.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Roma Francesca Piscioneri, luca.fratangelo@thomsonreuters.com, +48587696613)

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