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Foggia, bomba esplode al centro anziani: donna accusa malore

Foggia, bomba esplode al centro anziani

Nella notte tra il 15 e il 16 gennaio, una bomba è stata fatta esplodere a Foggia in un centro per anziani di proprietà del gruppo “Sanità più”, il cui responsabile delle risorse umane è Cristian Vigilante che ha già subito un attentato dinamitardo il 3 gennaio scorso.

L'ordigno è esploso mentre all'interno del centro era al lavoro una donna delle pulizie che è rimasta fortunatamente illesa. Soccorsa da personale del 118, è stata portata al pronto soccorso in stato di shock: a causa dello scoppio improvviso ha infatti avvertito un malore.

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Secondo le prime informazioni, la bomba è stata fatta esplodere dinanzi all'ingresso del centro "Il Sorriso di Stefano" in via Vincenzo Acquaviva, in una zona semicentrale della città pugliese. A piazzare l’ordigno sarebbe stata una sola persona incappucciata. È quanto emergerebbe da una prima visione dei filmati delle telecamere di sicurezza.

L'esplosione ha provocato danni esterni alla struttura, divelto l'insegna luminosa e danneggiato alcune auto in sosta. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, per mettere in sicurezza l’area, e la polizia che ha subito avviato gli accertamenti investigativi per ricostruire l’accaduto e risalire ai responsabili.

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A inizio anno, come detto, un’altra bomba molto potente era stata fatta esplodere sotto l'auto di Vigilante, testimone in un'inchiesta della Dda contro la mafia foggiana. L'esplosione aveva sventrato la Discovery Land Rover del manager sanitario e danneggiato anche altre auto parcheggiate nella zona. 

"È chiaro che questo è un seguito alla bomba della scorsa volta", ha detto Vigilante non appena arrivato sul posto col fratello Luca, anche lui dirigente nello stesso gruppo sanitario.

La bomba è stata piazzata alla vigilia dell’arrivo del commissario straordinario inviato dal Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket.

Luca Vigilante e il suocero Paolo Telesforo sono parti offese mentre Cristian Vigilante è testimone nel processo chiamato 'Decima Azione' a carico di 29 presunti esponenti della mafia foggiana. Due dei 29 imputati, Francesco Tizzano ed Ernesto Gatta, per i quali è in corso il processo con rito abbreviato a Bari, sono accusati di un tentativo di estorsione ai danni del centro residenziale 'Il Sorriso' di viale degli Aviatori per aver chiesto 'pizzo' ed assunzioni, fatti questi confermati agli investigatori da Cristian Vigilante al quale erano state rivolte le richieste estorsive. Le indagini sull'attentato sono passate per competenza alla Dda di Bari.

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