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Greggio in rialzo su timori forniture dopo nuova proposta sanzioni Ue

Due miniature davanti alla bandiera dell'Unione europea e della Russia

(Reuters) - I prezzi del petrolio estendono i guadagni su timori per le forniture, dopo che l'Unione europea ha proposto nuove pesanti sanzioni contro la Russia che comprendono un embargo sul greggio entro sei mesi.

Alle 11,10 i futures sul Brent salgono di 21 centesimi, o lo 0,2%, a 110,33 dollari al barile, mentre i futures sul greggio Usa sono intorno alla parità e cedono appena 0,04 centesimi, o lo 0,04%, a 107,78 dollari al barile.

Entrambi i benchmark hanno guadagnato oltre 5 dollari al barile ieri.

La proposta di sanzioni contro Mosca, che deve essere approvata all'unanimità dai 27 Paesi della Ue, prevede tra l'altro di ridurre le importazioni di prodotti russi raffinati entro la fine del 2022, e un veto su shipping e servizi di assicurazione per il trasporto di petrolio russo.

Barbara Pompili, ministro francese dell'Ambiente e dell'Energia, si è detta fiduciosa che gli Stati Ue possano raggiungere un consenso unanime sulle sanzioni entro la fine della settimana.

Nel frattempo, durante la riunione di oggi, l'Opec+ si atterrà probabilmente alla politica che prevede un modesto aumento dell'offerta, sostenendo di non essere responsabile delle questioni geopolitiche e dei problemi alle forniture.

In Iran l'aumento dei prezzi del petrolio ha dato all'economia del Paese, molto dipendente dal settore energetico, un sospiro di sollievo, pertanto il governo non ha fretta di ripristinare l'accordo del 2015 sul nucleare con le potenze mondiali al fine di allentare le sanzioni, secondo tre funzionari vicini a Teheran.

La scorsa settimana negli Stati Uniti le riserve di petrolio sono aumentate di 1,2 milioni di barili dopo il rilascio di nuovo greggio dalle riserve strategiche, secondo i dati della Energy Information Administration.

(Tradotto da Michela Piersimoni, editing Francesca Piscioneri)

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