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Guida indici FTSE: FTSE MIB, FTSE All-Share, FTSE Italia, FTSE 100

Fabio Carbone

Nella precedente guida abbiamo presentato i maggiori indici USA tra cui il Dow Jones, Nasdaq, S&P e Russell, questa volta descriviamo nel dettaglio gli indici FTSE e in particolare il FTSE MIB, FTSE All-Share, FTSE MIB 30 e FTSE 100, ma anche i nuovi indici FTSE green.

La famiglia di indici FTSE da cui derivano molteplici prodotti derivati quali future e ETF, è davvero vasta e noi potremo analizzarne giusto qualcuno.

Ritagliati alcuni minuti di tempo, per approfondire la conoscenza degli indici FTSE.

Cosa sono gli indici FTSE

Da un punto di vista societario, FTSE International Limited è una società controllata del London Stock Exchange Group (LSEG) ed esiste dal 1995.

A seguito dell’incorporamento del FTSE Group e della Frank Russell Company in LSEG, oggi abbiamo la denominazione commerciale FTSE Russell.

L’unificazione degli indici FTSE e degli indici Russell, copre praticamente tutti i mercati mondiali e rappresentano titoli azionari per un valore complessivo di 16 trilioni di miliardi di dollari USA.

Gli indici FTSE sono presenti alla Borsa di Londra, di Milano, Tokyo, Seoul, e in Cina.

Cos’è il FTSE MIB

In Italia l’indice più noto è il FTSE MIB con il quale quotidianamente si “prende il polso” alla Borsa di Milano per capire l’andamento degli scambi azionari. Il FTSE MIB comprende 40 dei principali titoli scambiati a Piazza Affari per valore del capitale di mercato e per questo motivo viene erroneamente definito FTSE MIB 40.

FTSE MIB grafico storico

Il grafico storico del FTSE MIB riportato qui sotto, fornito da Yahoo! Finance, fa riferimento all’andamento dell’indice dal 1998 ad oggi.

Come possiamo notare dalla linea del valore, in questi ultimi anni siamo andati ben al disotto dei massimi di inizio 2000 e del 2006-2007.

Il massimo storico è del mese di febbraio 2000 a 48.479 punti base. Un risultato simile il FTSE MIB lo avvicina solo nel mese di aprile 2007 a 43.844 punti base. Poi il crollo e da allora l’indice mostra l’incapacità dell’economia italiana di risollevarsi, complice fattori interni ed esterni.

Componenti del FTSE MIB

Vediamo quali sono le componenti del FTSE MIB, cioè quali aziende ne fanno parte. Ci viene in aiuto l’elenco ufficiale fornito da Borsa Italiana, del quale riportiamo solo alcuni titoli:

  • A2A
  • Amplifon
  • Atlantia
  • Banca Generali
  • CNH Industrial
  • Enel
  • Eni
  • Ferrari
  • Fiat Chrysler Automobiles
  • Intesa Sanpaolo
  • Mediobanca
  • Juventus FC
  • Poste Italiane

La serie di indici FTSE Italia

Quanti sono gli indici FTSE Italia? Ben 18 indici FTSE, creati per misurare “l’andamento delle società italiane quotate sui mercati MTA e MIV di Borsa Italiana”. Gli indici servono come benchmark e per creare derivati, ETF, fondi passivi e prodotti finanziari strutturati.

  • FTSE MIB
  • FTSE Italia Mid Cap
  • FTSE Italia Small Cap
  • FTSE Italia All-Share
  • FTSE Italia MIB Storico

La lista completa e con i nomi ufficiali degli indici FTSE Italia è sul sito FTSE.com.

FTSE Italia Mid Cap

Mentre l’indice FTSE MIB comprende le 40 prime società nazionali e internazionali per valore di capitalizzazione quotate a Piazza Affari, il FTSE Italia Mid Cap comprende le 60 società quotate di media capitalizzazione.

Tra esse troviamo: Mediaset, Mondadori Editore, OVS, Piaggio & C., Tod’S, Acea, Autogrill, Banca Monte Paschi di Siena.

La lista completa delle società appartenenti al FTSE Italia Mid Cap è gestita da Borsa Italiana.

Indice FTSE Italia All-Share

Un unico indice per unirli tutti. L’indice FTSE Italia All-Share riassume il FTSE MIB, FTSE Italia Mid Cap e il FTSE Italia Small Cap.

Dal 2009 il FTSE Italia All-Share ha sostituito il famoso indice Mibtel, che tutti ricordiamo come indice principale alla Borsa di Milano perché comprendeva il Mib30 e il Midex.

La lista completa dell’indice FTSE Italia All-Share su Borsa Italiana spa.

Il FTSE MIB 30

Citando il Mib30 è il caso di aprire una breve parentesi sul FTSE MIB 30: questo indice non esiste.

La confusione si crea per via del vecchio Mib30 e dell’attuale FTSE MIB che invece rappresenta 40 società quotate. Uno strano corto circuito che unisce il passato al presente.

Indici FTSE UK

Passiamo ora agli indici FTSE UK.

I più noti sono il FTSE 100 e il FTSE 250, ma il primo indice ad essere attivato è il FTSE All-Share che nel 1962 era conosciuto come FT-Actuaries All-Share e copriva 594 titoli, pari al 60% dell’intero valore dei titoli azionari della Borsa di Londra.

Indice FTSE 100

Il FTSE 100 nasce nel 1984 per rappresentare le prime 100 compagnie UK quotate alla Borsa di Londra. Diventa ben presto il punto di riferimento tra gli indici grazie alla capillare diffusione garantita dai giornalisti televisivi.

L’indice è stato fondamentale nel lancio di nuovi indici sui mercati derivati presso la Borsa di Londra e dalla sua nascita ha subito numerose variazioni raccolte nel book di 14 pagine dal titolo “FTSE 100 – Historic Additions and Deletions”. Dal book apprendiamo che Reuters vi è entrata il 2 luglio 1984, mentre British Telecom vi è entrata il 4 dicembre 1984. Jaguar, invece, è entrata nel FTSE 100 l’1 febbraio 1985.

Indice FTSE 250

Ed ecco un altro dei principali indici della Borsa di Londra, l’indice FTSE 250 nel quale rientrano 250 società quotate di media capitalizzazione.

Il FTSE 250 nasce il 12 ottobre 1992 e nel 2017, in occasione dei 25 anni, FTSE International aveva preparato una approfondita infografica ricca di dati:

  • La perdita peggiore mai registrata è stata del -42,21% in 7 semestri consecutivi tra il Q2 2007 e il Q4 2008.
  • Il guadagno di più lunga durata si è avuto tra il Q2 2003 e il Q1 2006, in 12 trimestri l’indice FTSE 250 guadagnò il +113,13%.
  • La peggior perdita giornaliera è stata del 24 giugno 2016: -7,19%.
  • Il guadagno migliore è stato del 19 settembre 2008: +7,75%.

FTSE EPRA Nareit Green Indexes

Chiudiamo la guida alla scoperta degli indici FTSE, descrivendo le caratteristiche del recente FTSE EPRA Nareit Green Indexes. Un indice green dedicato al settore immobiliare per aiutare gli investitori a meglio comprendere l’esposizione dei propri capitali al rischio dei cambiamenti climatici in atto.

L’indice FTSE EPRA Nareit Green deriva dall’indice FTSE EPRA Nareit Global Real Estate che rappresenta circa 341 miliardi di dollari USA di asset del settore immobiliare.

Il FTSE EPRA N. Green aiuterà gli investitori ad identificare quelle compagnie del settore immobiliare con le migliori performance di sostenibilità.

L’indice farà affidamento su un database di 15 milioni di edifici geolocalizzati da GeoPhy, per valutare le caratteristiche di sostenibilità dei portafogli immobiliari.

L’indice è gestito di concerto con l’associazione europea del settore immobiliare EPRA e con l’associazione USA REIT e con le compagnie associate a Nareit.

 

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This article was originally posted on FX Empire

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