I mercati italiani sono chiusi

IFIS alla svolta dopo Interbanca

Sergio Sacchi
 

Per la prima volta dopo l’acquisizione della ex Interbanca, Banca Ifis (Londra: 0NBX.L - notizie) presenta bilancio e piano strategico 2017-19. I numeri sono da record sia per il buon andamento sia grazie all’allargamento del consolidamento. Così l’utile ha avuto un’impennata da 162 a 687 mln dovuto per 623 mln proprio ai proventi una tantum del merger. I crediti verso la clientela in aumento del 73% a 5.928 mln composti da crediti commerciali, corporate banking, leasing e NPL (portafogli di crediti deteriorati).  I crediti deteriorati verso imprese ammontano a 1.366 mln coperti al 70% da poste in rettifica, restano estremamente basse le sofferenze nette pari all’1% degli impieghi. Il patrimonio netto si attesta a 1.218 mln mentre il CET1 al 15,7%. È prevista la distribuzione di un dividendo di 0,82 per azione.

Dal piano strategico ci si attende una crescita del 45% annuo, del margine di contribuzione del 25%, un cost/income inferiore al 50%. Si prevede un total capital ratio (patrimonio di vigilanza) in aumento fino al 18% ed il ritorno di Interbanca al pareggio già nel corso del 2017. L’eccesso di capitale previsto in 5 mrd sarà impiegato per acquisire preferibilmente NPL, un’asset su cui l’a.d. Bossi punta molto e non da oggi.

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