Italia markets closed
  • Dow Jones

    30.953,22
    -485,04 (-1,54%)
     
  • Nasdaq

    11.195,44
    -329,11 (-2,86%)
     
  • Nikkei 225

    27.049,47
    +178,20 (+0,66%)
     
  • EUR/USD

    1,0531
    -0,0056 (-0,53%)
     
  • BTC-EUR

    19.300,34
    -645,65 (-3,24%)
     
  • CMC Crypto 200

    441,53
    -8,53 (-1,90%)
     
  • HANG SENG

    22.418,97
    +189,45 (+0,85%)
     
  • S&P 500

    3.823,18
    -76,93 (-1,97%)
     

Imprenditore lascia 4 milioni di euro ai dipendenti

Un ricordo concreto perché si tratta di 4 milioni di euro, cioè 15mila euro per ogni operaio e 10mila per ogni impiegato.
Un ricordo concreto perché si tratta di 4 milioni di euro, cioè 15mila euro per ogni operaio e 10mila per ogni impiegato.

Era così affezionato ai suoi dipendenti che da morto lascia a impiegati e operai 4 milioni di euro. Luciano Tamini è morto sabato 1 luglio all’età di 84 anni. Guidava l’azienda di famiglia praticamente da una vita, anche quando nel 2014 è stata ceduta a Terna. Lui è rimasto presidente onorario fino allo scorso febbraio.

Un mese fa gli è stato diagnosticato un brutto male, uno di quello che non lascia scampo. Il primo e ultimo pensiero è stato per i dipendenti: “Vorrei lasciare un ricordo”. Un ricordo concreto perché si tratta di 4 milioni di euro, cioè 15mila euro per ogni operaio e 10mila per ogni impiegato perché “è giusto dare qualcosina in più a chi guadagna meno”. Totale: 300 persone, ossia tutte le persone che erano alle dipendenze della Tamini al momento in cui è stata ceduta al gruppo Terna e che ancora lavorano nell’azienda fondata 101 anni fa da suo padre.

Il primo e ultimo pensiero è stato per i dipendenti: “Vorrei lasciare un ricordo”. (Getty)
Il primo e ultimo pensiero è stato per i dipendenti: “Vorrei lasciare un ricordo”. (Getty)

La storia comincia nel 1916 quando Carlo Tamini apre a Milano la sua officina di riparazioni meccanica che diventa in poco tempo un impianto di saldatura. Il passaggio successivo è la produzione di trasformatori elettrici per i piccoli altoforni. Alla morte del padre, Luciano ha solo 21 anni ma prende la guida della società, producendo trasformatori sempre più grandi da proporre negli Stati Uniti come in Iran.

E’ rimasto presidente onorario anche dopo la vendita della società a Terna, fino allo scorso febbraio. Non si è mai parlato di cassa integrazione alla Tamini e quando si comincia a farlo, Luciano viene estromesso dalla carica perché si schiera dalla parte dei dipendenti. “Ho compiuto 84 anni, ma come un vecchio leone vi dico che sono pronto a ruggire ancora. La Tamini è indistruttibile e non potrà finire mai. Abbiate pazienza e fiducia, un abbraccio a tutti”. Il suo modo per farsi ricordare è stato un regalo da 4 milioni di euro per premiare ogni singolo dipendente che ha lavorato per lui in tutti questi anni.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli