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Imprenditori baby: quattro adolescenti sulle orme di Jobs e Zuckerberg

Davide Mazzocco


I loro coetanei giocano a baseball, navigano su Internet, giocano ai videogame e si sbizzarriscono con le app. Loro, i wonder boys del web, le app e i videogame, li creano, li vendono o, meglio ancora, li fanno creare ai loro dipendenti. I talenti dell’Ict sognano di diventare come Steve Jobs, Mark Zuckerberg, Bill Gates, Larry Page e Sergey Brin, così come altri coetanei sognano di essere Leo Messi, Cristiano Ronaldo, LeBron James, Usain Bolt o Aaron Rodgers.

Nativi digitali, i giovani imprenditori vedono nel web l’occasione per un  business duraturo, piacevole ed economicamente appagante. E così, mentre ancora sono nel pieno del loro percorso formativo, aprono società, realizzano software, applicazioni e sistemi di gestione dei contenuti, attirando, con le loro giovani start up, l’attenzione di investitori che annusano la possibilità di far crescere un talento e di creare opportunità di business.

Jaylen Bledsoe, per esempio, a 15 anni è già CEO e presidente di una sua società: la Technologies Bledsoe. Jaylen ha aperto la start up quando aveva solo 13 anni e in un paio di stagioni l’azienda ha fatto registrare il maggior indice di crescita nel settore della consulenza Ict degli Stati Uniti. Bledsoe che attualmente studia alla Mary Institute & Louis Country School St. Day (Missouri) vorrebbe frequentare Harvard e acquisire una doppia specializzazione in Business Administration e Computer Science. La sua società offre consulenze alle imprese che richiedono un alto livello di informatizzazione all’interno delle loro attività e organizzazioni.


Talento ancor più precoce è quello di Jordan Case, il 13enne fondatore della Casey Games, una società che produce videogiochi per device e a un anno dalla fondazione ha già pubblicato quattro giochi per i cellulari e un gioco per il web. Il suo primo videogame Alien Ball vs Humans è stato il numero 1 su App Store nelle classifiche di gioco in Irlanda. Nonostante la giovanissima età Casey ha già stabilito importanti partnership con Microsoft e Adobe che sostengono l’iniziativa del baby-imprenditore fornendogli software per lo sviluppo delle sue applicazioni. Quando Jordan si chiudeva nella sua cameretta a programmare pensavano che il ragazzo stesse perdendo tempo a giocare, poi hanno capito e sostenuto il suo lavoro. Ora, vista la giovane del figlio, sono loro a occuparsi dell’amministrazione societaria.

Tanay Tandon ha 16 anni ed è l’autore di Summly, un’applicazione che nello scorso marzo è stata venduta a Yahoo! per ben 30 milioni di dollari. La sua società, Clipped, è stata fondata nel gennaio 2013 e con Summly, un’app che riassume le news è già arrivato il primo accordo con il colosso mondiale dell’informazione online, Yahoo!. Fino a oggi le sue app iOs e Android hanno avuto oltre 130mila download, ma Tandon – al secondo anno del college Cupertino High – è in trattativa con altri investitori. Il futuro è all’Università, dove cercherà di specializzarsi in qualche ramo dell’information technology.

In questa breve selezione, Aron Beierschmitt, 22 anni, rischia di sembrare un “veterano”. A 19 anni  la sua Foundation Games è stata fondata nel 2010, quando aveva 19 anni e dopo un triennio costellato di successi può già contare su uffici a San Francisco, nelle Filippine e a Sydney. Il giro d’affari è di 850mila euro. Lumi, la seconda release del suo team di lavoro, è stata descritta come la app della settimana di Apple e – al costo di 99 centesimi di dollaro ha avuto oltre un milione di download. Dopo aver conseguito una laurea in Scienze politiche all’Università del Tennessee, ora Aron si dedica full time al business. E senza timori reverenziali visto quel che recita il suo profilo LinkedIn: “Nato per sviluppare, produrre e vendere prodotti stupefacenti”.