Investire in azioni: consigli e regole da seguire

La fase vissuta nell’ultimo anno dai mercati finanziari ha sovvertito le convinzioni tradizionali che volevano le azioni più rischiose dei titoli di Stato, almeno dei Paesi occidentali. I rischi corsi (e ancora non del tutto superati) dalle emissioni governative hanno riportato in auge i titoli azionari anche tra i piccoli risparmiatori più prudenti. Ecco perché è importante conoscere le regole principali che governano questa asset, in modo poi da fare scelte consapevoli.

Tre tipologie
L’azione altro non è che la frazione minima di una società: il suo possesso consente la partecipazione all’attività della società e la riscossione della parte di utile distribuita tramite dividendi.

Esistono diversi tipi di azioni. Quelle privilegiate si distinguono dalle ordinarie perché consentono di partecipare alle sole assemblee straordinarie, cioè quelle convocate per eventi come la modifica dello statuto o un aumento di capitale. In cambio di questa rinuncia, il possessore riceve un dividendo maggiorato, nella misura (calcolata in termini percentuali) stabilita dallo statuto societario.

Le azioni risparmio, invece, non danno diritto alla partecipazione ad alcuna assemblea, ordinaria o straordinaria che sia. In cambio, il possessore ha diritto a un trattamento di favore in materia di dividendi, secondo i principi stabiliti dallo statuto. Può essere prevista una soglia minima in caso di chiusura in utile del bilancio (ad esempio il 5% del valore del titolo), mentre in caso di bilancio negativo si può disporre il rinvio del dividendo agli anni successivi (quindi la cedola non si perde, ma se ne ritarda solo l’incasso). Ecco perché, prima di sottoscrivere un’azione risparmio o privilegiata è consigliabile leggere attentamente quanto stabilito dallo statuto.

Come si forma il prezzo
Il prezzo delle azioni è in continuo movimento durante gli orari di apertura della Borsa perché dipende dall’incrocio tra domanda e offerta. Nel book di negoziazione vengono inserite le proposte di acquisto e quelle di vendita: quando i due valori si incontrano, si conclude la transazione.
Ma come stabilire il giusto prezzo di un titolo? Non esiste una risposta univoca (nella prossima lezione proveremo ad approfondire gli aspetti principali), ma schematicamente si può dire che è il risultato di quattro fattori che partono da logiche e analisi diverse per poi trovare un punto di convergenza nel prezzo: l’analisi fondamentale (di bilancio) della società, le notizie che arrivano dal mercato e che possono avere influenza sul business, le valutazioni derivanti dall’analisi tecnica (studio dei grafici in relazione ai principi statistici), infine le aspettative dei singoli investitori.

Collocamento in Borsa, cosa fare
Facebook che crolla di un terzo del suo valore in poche settimane e Brunello Cucinelli che, all’opposto, mette a segno un rialzo simile. Sono le storie di due titoli che si sono affacciati in Borsa quest’anno: aziende molto diverse per mercati di riferimento, settore di attività e notorietà del brand. Due quotazioni molto attese, tanto in America per il colosso dei social network, quanto in Italia per l’azienda di moda.
Detto degli indicatori che incidono sull’andamento di un titolo, il punto di partenza è costituito dal prezzo di collocamento in Borsa, che viene deciso dalla stessa società emittente, in collaborazione con gli advisor scelti per la quotazione, prendendo in considerazioni i risultati societari, le prospettive di crescita nel medio periodo e le valutazioni di aziende simili. Se chi colloca il titolo si fa prendere dall’ingordigia, propenderà per un prezzo elevato (in modo da incassare subito i risultati se le azioni collocate erano nel suo portafoglio), mentre la prudenza nella valutazione iniziale aprirà le porte a una rivalutazione del titolo nel tempo, con ritorni positivi di immagine per la stessa società.

Le indicazioni degli analisti

Guardando alle cose nell’ottica del risparmiatore, la scelta finale sull’opportunità o meno di partecipare al collocamento non potrà che essere dettata da una parte dall’esame dei principali indicatori di bilancio della società (in relazione al prezzo indicato), oltre che dalle valutazioni rilasciate in merito dagli analisti.  In caso di incertezza, è meglio non correre rischi, ricordando che il titolo può comunque essere acquistato in un secondo momento, una volta quotato.

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