Scandalo London Whale, JP Morgan puntò contro sé stessa

Il mondo della finanza internazionale è sempre più pieno di sorprese e colpi di scena, come nelle migliori soap opera.
L'ultima arriva da Jp Morgan. In particolare, sullo scandalo - emerso lo scorso anno - relativo alle scommesse speculative sui derivati finanziari messe in atto dal Chief Investment Office di Londra. Il caso venne deniminato "London Whale", Balena londinese, dal soprannome del trader d'assalto della City, a capo dell’ufficio di investimenti del colosso finanziario.

Lo scandalo è esploso quando una delle transazioni non autorizzate gestite da questo colosso finanziario ha provocato una perdita stratosferica alla banca statunitense. 6,2 miliardi di dollari bruciati in seguito ad una scommessa andata a male sui CDS (Credit default swap), particolare tipo di derivati che consistono in accordi assicurativi contro il rischio fallimento di una terza società. La scommessa andata a male della balena londinese ha provocato così notevoli perdite, non soltanto dal punto di vista finanziario - facilmente riparabile da Jp Morgan che nel primo trimestre del 2012 aveva un fatturato di 5,4 miliardi - quanto per l'immagine del suo CEO Jamie Dimon, considerato da tutti il nuovo re di Wall Street, capace di superare a gonfie vele la crisi del 2008. Secondo indiscrezioni, infatti, il chief executive sarebbe stato al corrente di molte delle mosse nel trading, sottovalutando lui stesso i rischi.

Il colpo di scena arriva ora. Recenti notizie hanno rilevato il trader con il quale JP Morgan aveva realizzato queste scommesse con delle controparti. Ed è emerso che la controparte della JP Morgan era sè stessa. Una intricata dinamica così risolvibile: i trader della banca raccoglievano scommesse in derivati piazzati dalla balena londinese che gestiva gli investimenti della banca stessa. Una rivelazione emersa in seguito a delle indagini della Commissione del Senato, racchiuse in un dossier di 129 pagine sulle perdite di bilancio della banca statunitense.

Che una banca possa detenere due posizioni all'interno dello stesso mercato non è una novità, anzi, a volte è una strategia di copertura e monitoraggio di un'attività. Ma che la stessa banca scommetta e perda è quasi paradossale. Per molti è il campanello d'allarme per un ridimensionamento di istituti di credito colossali, come JPMorgan Chase, troppo grandi da gestire. E la necessità di attivare controlli più stringenti nel mondo della finanza, oltre a rigorosi standard da parte delle autorità di regolamentazione per proteggere i contribuenti dal pericolo di essere costretti a coprire nuovamente buchi milionari di questa portata.