La torta del licenziamento: quando le dimissioni diventano uno show

Ormai lo chiamano Mister Cake. Lui è Chris Holmes, ex funzionario della dogana dell’Aeroporto di Sandsted, che nel giorno del suo 31esimo compleanno ha deciso di festeggiare con una torta davvero speciale. Il dolce, apparentemente sobrio e british, a uno sguardo più attento si è rivelato una sorprendente lettera di dimissioni. La verità scritta sulla glassa e le motivazioni di cioccolato non sono stati altro che un vero e proprio link verso la nuova avventura dell’ex doganiere che ha deciso di dedicarsi alla pasticceria e alla preparazione delle torte. A rendere Mister Cake un fenomeno virale in tutto il Regno Unito è stato un tweet del cognato Stuart Jackson. I datori di lavoro di Mister Holmes, dopo una sonora risata, hanno augurato al futuro pasticcere “tutto il meglio” per la sua futura attività.

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Le dimissioni di Holmes non sono state certo il più spettacolare e stravagante congedo visto in tempi recenti. Secondo il britannico Mirror che si è divertito a stilare la classifica dei 17 congedi più spettacolari della storia, il “Nobel delle dimissioni” spetta a Greg Smith che lo scorso anno decise di lasciare Goldman Sachs pubblicando su The New York Times le ragioni dell’addio, motivato, fra le altre cose, dall’ambiente “tossico e distruttivo” della società e dall’arrendevolezza dei colleghi, veri e propri “muppets”. Un addio molto simile, cinque anni fa, è stato quello di Andrew Lahde sulle pagine del Financial Times. La sua lettera di invettiva contro l’incompetenza dei dirigenti di AIG, Bear Stearns e Lehman Brothers e dei membri del Governo Bush è diventata un vero e proprio cult.

Nell’agosto 1993 il deejay Dave Lee Travis annunciò in diretta nazionale di volersi congedare dalla BBC, con un colpo di teatro davvero poco in linea con lo stile compassato della storica emittente britannica.

La mediatizzazione dei dimissionari non poteva che trovare nella rete il proprio palcoscenico privilegiato. Al terzo posto della classifica del Mirror c’è Kevin Nalty, dirigente della Merck Pharmaceuticals che ha deciso di esplicitare su Youtube la sua decisione di mollare tutto per inseguire il suo sogno d’attore. Lo stesso social network è stato scelto da Doug Walker che ha scritto “I quit” sul petto prima di sbottonarsi la camicia di fronte ai colleghi.

Alcuni programmatori hanno voluto essere coerenti con se stessi: uno ha preparato un videogioco con il fatidico “I quit” al posto di “Game over”, un altro ha “hackerato” il proprio Pc con un messaggio e un altro ancora ha creato un film d’animazione.

Il licenziamento che ha fatto più rumore? Sicuramente quello di Joey De Francesco che si è presentato dai proprietari dell’hotel di Providence con la lettera di dimissioni in mano e una banda musicale al seguito. 

Nella selezione del Mirror ci sono anche James Purnell e Caroline Flint che nel giugno 2009 si dimisero, rispettivamente, dal ruolo di segretario del Lavoro e della Pensioni e di Ministro, scrivendo due lettere pubbliche per niente concilianti al primo ministro Gordon Brown.

Il dimissionario più famoso della storia, però, occupa soltanto la quattordicesima posizione della graduatoria del Daily Mirror:  si chiama Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI.