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Il mercato ha il fiato corto: i titoli da salvare e da evitare

Davide Pantaleo
 

Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

In questo primo scorcio del 2018 Piazza Affari ha mostrato non poca positività, con il Ftse Mib balzato in avanti a poca distanza dai top dello scorso anno. Si aspetta ulteriori evoluzioni rialziste nel breve?

Come già anticipato proprio in precedenti interviste, fin dall'autunno scorso, il nostro future sul Ftse Mib, per il quale consigliamo di guardare più la scadenza giugno che marzo, ha il fiato corto.
Rimbalza ed ha recentemente rimbalzato dai supporti di 20.000/20.200, supporti sempre più bassi, fino agli attuali 22.200/22.300, con un movimento amplificato dagli scarsi volumi delle ultime sedute ed accompagnato molto abilmente da sapienti ed interessate mani, da FCA sopratutto. Nulla di più. 

Il respiro di detto Future Giugno potrà portarci intraday anche verso i 22.800/900, ma poi arriveranno i grossi volumi a raffreddare questa corsa prettamente tecnica e con voci alimentate ad arte su FCA su grosse operazioni in ballo, che comunque circolano e si rincorrono da oltre un anno.
Noi consigliamo di prendere parziale profitto, anche con le opzioni sia sul future che sul titolo citato poc'anzi.

Nelle ultime giornate il settore delle utilities è stato interessato da diversi acquisti. Quali sono i titoli del comparto che a suo avviso offrono opportunità?

Non è un settore che ci interessa e che quindi seguiamo molto .Se proprio dovessimo salire su uno di questi titoli opteremmo su ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) , che offre un ottimo dividendo e un buon acconto sullo stesso ed ha delle oscillazioni controllate e sistematiche fra 13 e 15 euro. ENI offre buone opportunità di trading anche con coperture di opzioni molto liquide, non è molto correlato ai movimenti ed ai prezzi del petrolio, sopratutto se quest'ultimo rimane sopra i 50 dollari, e quindi non è vulnerabile in caso di ricaduta momentanea anche sotto tale soglia.

Fca si è reso protagonista di un poderoso balzo in avanti che lo ha portato a segnare nuovi massimi storici, trascinando con sè anche Exor. Qual è la sua view su questi due titoli?

Preferiamo sempre e comunque FCA, che ha comunque un target price di breve poco sopra i 18 euro e di medio termine poco sotto i 20 euro.
In poco più di un anno, ora che è arrivato sui 18 euro, ha praticamente quasi raddoppiato il suo valore, quasi esclusivamente per i buoni risultati sulle immatricolazioni, incrociati con voci ricorrenti su vendite di controllate, divisioni e fusioni.

Da qualche settimana hanno prevalso sempre di più queste voci, mentre sono risultati quasi ininfluenti i dati sulle immatricolazioni, sempre più stazionarie ed in linea con il consensus.
Il titolo quindi ha oscillato per settimane fra 14 e 16 euro, diventando anche una buona ed affidabile "palestra" per traders navigati.

Dalla fine della scorsa settimana, con dati sotto le stime ed anche molto negativi sulle immatricolazioni in Usa ed in Italia, hanno nettamente prevalso i rumors di mercato, amplificati dai volumi generali molto scarsi.
I nostri abbonati alla lettera finanziaria e consulenza finanziaria, sono stati informati per tempo, anche in questa ultima settimana.

Il petrolio ha continuato a scalare posizioni tanto da spingersi anche oltre la soglia dei 62 dollari al barile. Il trend in atto è destinato a proseguire?

Premesso che il mercato delle Commodities ed in particolare il Petrolio, oltre al Forex, sono i più difficili e complicati da analizzare e meno che meno prevedere.

Possiamo solo immaginare, che il grosso impulso dato negli Usa all'estrazione dello Shale oil, proprio derivante dalla convenienza nei confronti del Wti ormai sopra i 60 dollari, possa a breve calmierare, non far crollare, il prezzo sotto i 50 dollari ed andare anche oltre.
Questo potrebbe scatenare a catena un effetto controbilanciante del dollaro, che si rafforzerebbe riportandosi in un area più consona e utile per entrambe le sponde dell'Atlantico intorno ai 1,15/1,16 contro euro.

Si parla sempre più di criptovalute anche alla luce delle strabilianti performance messe a segno da alcune di esse. Che idea si è fatto lei?

Proprio subito dopo una nostra recente intervista di dicembre, e dopo aver sfiorato i 20.000 dollari, il Bitcoin, che per inciso rappresenta circa il 40% di tutti gli scambi di Criptovalute, si è portato poco sopra i 12.000 dollari in poche sedute, per poi rimbalzare nelle ultime due settimane sui 14.000/15.000, complici le stesse mani che lo avevano prima sorretto ed aiutato nell'abnorme corsa al raddoppio dai 10.000 ai 20.000, e poi scaricato e ricomprato.

Da chi lo hanno ricomprato? Da coloro che incautamente lo avevano preso proprio sui massimi.
Qualcuno lo abbiamo salvato, ma purtroppo, quando un asset finanziario diventa un fatto mediatico, fino alle classi più "ignoranti" finanziariamente parlando, si è arrivati alla frutta.!
La storia insegna, ma evidentemente non a tutti.

Ora c'è molta confusione, e c'è una discussione per riformare, disciplinare e regolamentare questo strumento, ma purtroppo stanno continuamente proliferando società che quotano BITCOIN, con altri nomi e strumenti, che si "spacciano" per il BITCOIN o anche meglio.
Non sono altro che improvvisati personaggi che hanno scopi molto diversi da quello di aiutare o consigliare ad acquistare questo asset e per i quali pensiamo che si dovrà iniziare a "scoperchiare qualche pentola".

Il nostro consiglio è di evitare un approccio alle criptovalute, rimanendo sulla già collaudata finanza regolamentata e trasparente.
"Fai solo quello che comprendi e conosci" dice Warrenn Buffett, noi aggiungiamo: "bene".

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