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Moncler, cosa è cambiato dopo la puntata di Report?

Angela Iannone
Una sfilata Moncler
Una sfilata Moncler

Oche che non volano. Sono quelle della Moncler, azienda italiana leader nell'abbigliamento, famosa in tutto il mondo per il suo piumino interamente imbottito con calde piume d'oca.
Non volano, almeno non in Borsa, come dimostrano i recenti risultati. Un anno fa, esattamente il 16 dicembre 2013, il marchio dei piumini debuttava a Piazza Affari a 10,2 euro ad azione, riscuotendo un enorme successo. Successo proseguito nei primi mesi del 2014, dopodichè il declino, fino a ieri, quando l'azienda ha festeggiato il suo anniversario dello sbarco in Borsa cambiando i vertici della squadra: dimissioni del direttore generale Monica Sottana. Al suo posto - fino a nuovo ordine - ci sarà il  presidente e ad, Remo Ruffini.


Le oche del piumino da "paninaro" erano state le protagoniste, o meglio le vittime, della puntata di Report del 2 novembre scorso: nell'inchiesta giornalistica Sabrina Giannini era arrivata fino in Transnistria -  la Repubblica fondata sul Soviet autoproclamatasi indipendente dalla Moldova - per documentare la tecnica di spiumatura di questi animali, bannata come illegale perchè effettuata su oche vive. Un'inchiesta che puntava il dito contro la Moncler anche e soprattutto per la sua politica aziendale, fondata sulla delocalizzazione, che è diventata oramai una consuetudine di molte aziende società per risparmiare sui costi.


All'indomani della puntata  Moncler aveva  precisato sulla homepage del suo sito che l’azienda “utilizza solo piuma acquistata da fornitori obbligati contrattualmente a garantire il rispetto dei principi a tutela degli animali” e che non c'era alcuna operazione di delocalizzazione, visto che "filiali" nell'Est Europa erano presenti da anni.
Ma quella di Report è stata solo la ciliegina sulla torta di un anno complicato per la società.
E' lontano il successo di un anno fa, quando a gennaio le azioni Moncler erano balzate di quasi il 50% portandosi a 14,97 euro. Quotazioni salite nei mesi successivi addirittura fino a 16,35 euro, complice anche un momento positivo nel settore del lusso e della moda. Poi erano iniziati gli alti e i bassi, i singhiozzi, infine il caracollo dei 10,29 euro  - cominciato proprio a novembre, qualche giorno dopo la trasmissione della Gabanelli - che ha portato al cambio della guardia di ieri.  

Oltre al direttore generale, infatti, il cda ha preso atto delle dimissioni di Alessandro Benetton dal comitato controllo e rischi e dal comitato per le nomine e la remunerazione nel quale ricopre anche la carica di presidente, oltre alla rinuncia della carica di "lead indipendent director". A l suo posto, Moriani è stata nominata membro indipendente del comitato controllo e rischi e del comitato per le nomine e per la remunerazione, oltre che presidentessa dell'organo stesso. Il consiglio ha poi provveduto a nominare Gabriele Galateri quale lead indipendent director.

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