Italia markets close in 7 hours 21 minutes
  • FTSE MIB

    23.220,83
    -44,03 (-0,19%)
     
  • Dow Jones

    31.535,51
    +603,14 (+1,95%)
     
  • Nasdaq

    13.588,83
    0,00 (0,00%)
     
  • Nikkei 225

    29.408,17
    -255,33 (-0,86%)
     
  • Petrolio

    59,83
    -0,81 (-1,34%)
     
  • BTC-EUR

    40.885,12
    +1.770,28 (+4,53%)
     
  • CMC Crypto 200

    987,24
    +0,59 (+0,06%)
     
  • Oro

    1.720,20
    -2,80 (-0,16%)
     
  • EUR/USD

    1,1999
    -0,0061 (-0,50%)
     
  • S&P 500

    3.901,82
    +90,67 (+2,38%)
     
  • HANG SENG

    29.095,86
    -356,71 (-1,21%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.703,05
    -3,57 (-0,10%)
     
  • EUR/GBP

    0,8652
    -0,0001 (-0,01%)
     
  • EUR/CHF

    1,1025
    +0,0007 (+0,06%)
     
  • EUR/CAD

    1,5226
    -0,0006 (-0,04%)
     

Ottimismo e felicità, armi per battere il Covid

Primo Piano
·2 minuto per la lettura
(Getty Creative)
(Getty Creative)

Ottimismo, felicità, interazioni sociali potrebbero migliorare la risposta del corpo al vaccino contro il Covid-19. Lo rivela un articolo di New Scientist dal titolo "You can boost a vaccine’s effect with good moods and good friends", "Puoi aumentare l'effetto di un vaccino con il buon umore e i buoni amici", che riporta i risultati di diverse ricerche nel campo della psico-neuro–immunologia.

"Attualmente esiste una vasta letteratura che mostra che questo tipo di fattori psicologici influenzano il modo in cui le persone rispondono alle vaccinazioni, misurata in base all'entità della risposta anticorpale", ha affermato Anna Marsland, psicologa dell'Università di Pittsburgh in Pennsylvania. In altre parole, gli stati mentali influirebbero sul sistema immunitario e nel caso del Covid-19, una propensione al buon umore potrebbe assicurare una risposta di anticorpi più ricca.

GUARDA ANCHE: Covid: al via i richiami del vaccino Pfizer in Europa. Italia prima nell'Ue

Era già stato evidenziato con l'epatite B: in uno studio del 2006 un gruppo di ricercatori aveva osservato che nei pazienti sereni e non ansiosi, la spinta anticorpale nella vaccinazione superava addirittura il 73% rispetto a chi si riteneva inquieto o teso.

A determinare la buona riuscita anche la rete sociale. Da un esperimento su un gruppo di giovani con l'influenza, era emerso che a produrre meno anticorpi erano stati i soggetti (13 su 83) che non avevano un gruppo di amici con il quale si sentivano frequentemente. E lo stesso vale per i rapporti di coppia. Le persone anziane, felici del rapporto con il proprio partner, vedevano i livelli di anticorpi in risposta al vaccino antiinfluenzale aumentare in media del 10% rispetto a coloro che erano single o che non avevano una relazione non appagante.

GUARDA ANCHE: Vaccino, lo spot di Giuseppe Tornatore