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Parte in Ue la battaglia sui dazi climatici

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(Photo: AerialPerspective Images via Getty Images)
(Photo: AerialPerspective Images via Getty Images)

(di Lorenzo Consoli)

Quando entrerà in vigore a pieno regime il nuovo “Carbon border adjustment mechanism”(Cbam)? È il meccanismo che sottoporrà a dazi climatici le importazioni nell’Ue di alcuni prodotti (ferro, acciaio, alluminio, energia, cemento e fertilizzanti) provenienti da Paesi terzi in cui non sono in vigore sistemi di abbattimento delle emissioni di CO2 equivalenti all’Ets europeo (la “Borsa dei permessi di emissione”).

La proposta di regolamento per il Cbam sarà presentata dalla Commissione il 14 luglio. Secondo indiscrezioni circolate a maggio, la sua applicazione avverrebbe al più tardi entro il 2025-2026. Ma il 21 giugno scorso, in un intervento in videoconferenza all’Europarlamento, il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ha affermato che l’attuazione della proposta “sarà particolarmente importante dal 2030 in poi”, lasciando planare il dubbio che si stia preparando un rinvio piuttosto importante (quattro-cinque anni) rispetto ai tempi inizialmente previsti. Tempi che corrispondevano all’entrata in vigore di tutto il pacchetto “Fit for 55″: le misure per adattare il quadro legislativo dell’Ue al nuovo obiettivo di ridurre al 2030 le emissioni di CO2 del 55% rispetto ai livelli del 1990.

L’introduzione dei dazi climatici è resa molto complicata da due fattori. Il primo è la necessità di renderla compatibile e accettabile rispetto al quadro multilaterale dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto). Il secondo è il regime derogatorio della Ue che favorisce i settori industriali ad alta intensità energetica: in gran parte gli stessi presi di mira dal meccanismo Cbam.

In realtà i due temi sono collegati. Ecco perché. I settori che godono di questo regime derogatorio ricevono gratuitamente i loro permessi di emi...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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