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Partita Iva, conviene aprirla?

Angela Iannone
Fisco, Cgia: Iva compie 40 anni, Italia peggiore in Ue

L'indipendenzalavorativa si esprime in un termine: partita Iva. Ogni individuo che vuoleinfatti mettersi in proprio per aprire un'attività commerciale, un'impresa,oppure appartiene a categorie specifiche - avvocati, medici, architetti - oancora se è un libero professionista, ha bisogno di aprire una partita Iva perpoter lavorare. Vediamo in cosa consiste questa formula e, soprattutto, irischi e le opportunità che si incontrano quando si decide di mettersi inproprio.

Cosa è. La partitaIva è l'imposta sul valore aggiunto disciplinata dal DPR 633/72 sulla cessionedi beni, prestazione di servizi eseguite in Italia. In parole semplici è unatassa che un soggetto paga allo Stato sui beni e i servizi che offre. L'Iva deipossessori di Partita Iva viene data al Fisco per le tasse e compensata conl’Iva pagata ai fornitori per acquistare beni e servizi legati o meno allapropria attività.

Come aprirla. Ci sonodiversi modi per aprire una Partita Iva e dipende da diversi fattori.Innanzitutto bisogna distinguere se si è lavoratori autonomi o imprenditoriindividuali: in quest'ultimo caso, è necessario iscriversi al Registro delleImprese, altrimenti se si è liberi professionisti non è obbligatorio. Non solo:i lavoratori autonomi dovranno presentare all’Agenzia delle Entrate ladichiarazione di inizio attività, compilando il modello AA9/11, mentre gliimprenditori individuali presenteranno Comunicazione Unica alla Camera diCommercio. Si può aprire Partita Iva o presso un commercialista, o gratuitamenteattraverso la Camera di commercio, l'ufficio IVA o l’Ufficio delle entrate nelproprio domicilio fiscale. In quest'ultimo caso, bisognerà compilare il modelloAA9/7 (in caso di attività autonoma) o AA7/7 (in caso di società) entro 30giorni dall’inizio dell’attività o della costituzione di una società. Iltermine di 30 giorni è lo stesso anche per gli altri modelli. La stessaprocedura verrà fatta anche in caso di cessazione attività.


Regimi contabili. Iregimi contabili variano in base al volume d'affari, anche se si può scegliereper un tipo di contabilità forfetaria. C'è poi il regime dei minimi. Questo regime fiscale garantisce unnotevole risparmio economico rispetto al pagamento delle tasse, oltre ad unasemplificazione degli obblighi e delle procedure fiscali, come il non pagamentodell’IRPEF e delle imposte relative addizionali (comunali e regionali), aiprimi tre anni di apertura della Partita Iva. Al posto dell'IRPEF, si pagheràun'imposta sostitutiva pari al 10% del reddito conseguito. Dal 2013 sono stateattivate modifiche per quanto riguarda il regime dei minimi: tra i requisitinecessari c'è la soglia massima di reddito annuo conseguito, che non devesuperare il limite di 30 mila euro. Inoltre il lavoratore non potrà acquistare o prendere inlocazione beni strumentali per un valore complessivo maggiore di 15 mila euro;non dovrà sostenere costi per l'impiego di personale dipendente ocollaborazionale nè aver esercitato nei 3 anni antecedenti l'apertura alcuntipo di attività artistica, professionale e d’impresa, anche se svolta in formaassociata o familiare. I vantaggi sono però il non versamento dell'IRAP, nondovrà presentare la dichiarazione annuale Iva nè tenere scritture contabilirelative alla stessa.
In tutti i casi, agevolati o meno, l'apertura di una partita Iva necessital'iscrizione del lavoratore all'INAIL e ai fini pensionistici alla gestioneseparata INPS, versando un contributo mensile fisso.

Pro e contro.Possedere una partita Iva è sicuramente lo step principale per chi vuoleportare avanti una propria attività senza avere alcun padrone, ma sicuramenteha dei costi non indifferenti da pagare, quindi è importante essere il piùcerti possibile di stare per avviare un'attività proficua. Questo perchè icosti fiscali sono molto elevati, superiori rispetto a chi ha contratti dicollaborazione occasionale e continuativa, e sono solitamente 2/3 rispetto aquello che guadagna al lordo di previdenza. C'è poi l'IRAP - non per il regimedei minimi - che è l’imposta regionale sulle attività produttive e ilpagamento di un commercialista che gestisca la contabilità dell'attività.

C'è poi la questione dell'aumento dell'Iva, dibattuta in questi giorni in Parlamento, che saliràa breve dal 21 l 22% su gran parte dei beni di consumo.
Ci sono però delle agevolazioni, attive dal dicembre 2012, che favoriscono illavoratore. Una è il versamento dell'Iva per cassa, cioè dopo il pagamento delcliente (ma solo per i lavoratori che fatturano meno di 2 milioni euro annui esolo sulle operazioni svolte con altri lavoratori autonomi con partita Iva).Chi sceglie questo regime fiscale avrà l'obbligo di dichiararlo nelle fatture enon potrà detrarre l'imposta pagata sugli acquisti, se non dopo aver incassatoi compensi e dovrà mantenere lo stesso regime per almeno 3 anni.

C'è poi l'Aspi(Assicurazione sociale per l'impiego), un nuovo sussidio di disoccupazione perchi perde il posto da dipendente ed avvia un'attività in proprio: dal 2013 illavoratore mantiene il diritto a percepire l'Aspi se comunica all'Inps la suanuova occupazione, da cui non deve però guadagnare più di 4.800 euro all'anno.Tuttavia, l'importo del sussidio - che può arrivare a 10 mila euro - vienecomunque ridotto dell'80% del reddito presunto ricavato dal lavoratore per lanuova attività.

Quello della partitaIva è però anche un grave problema tutto italiano. Molti, specie i giovani,vengono "costretti" dalle aziende a risultare lavoratori autonomi,pur lavorando agli stessi orari e condizioni di un lavoratore dipendente.Liberi professionisti a tutti gli effetti, ma in realtà lavoratori precari cheper necessità di un guadagno - il più delle volte minimo se paragonato aicontributi e le imposte da versare ogni anno - adottano questa formula. Unfenomeno in continua crescita: recenti stime parlano di più di 3 milioni dipersone, pari al 15% della popolazione, che hanno deciso di mettersi inproprio. Una categoria ibrida, sulla quale da novembre peserà l’aumentodell’acconto Irpef dal 99 al 100% e probabilmente dal 2014 anche un aumento deicontributi previdenziali per chi versa alla gestione separata dell’Inps. Perquesto l'Acta, Associazione dei consulenti del terziario avanzato, stachiedendo al ministro del welfare Enrico Giovannini di bloccare questopericoloso incremento che potrebbe peggiorare non poco la situazione di unacategoria già molto precaria.