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Pasta, boom consumi mondo in 2020 a 17 million tonnellate, preoccupa prezzo grano duro

·2 minuto per la lettura
Confezioni di pasta Barilla disposti sullo scaffale di un supermercato

MILANO (Reuters) - I consumi di pasta nel mondo si sono attestati a 17 milioni di tonnellate nel 2020, aumentando di 1 milione di tonnellate rispetto al precedente record registrato nel 2019, a causa della pandemia, il doppio se confrontati a dieci anni fa. Sul settore preoccupa però il forte balzo dei prezzi del grano duro che potrebbe avere ripercussioni sul costo della pasta per i consumatori finali.

E' quanto evidenziano i dati di Unione italiana Food resi noti nel corso del "World pasta day".

L'Italia fa da capofila per produzione, consumi ed export, come sottolinea Riccardo Felicetti, presidente dei pastai italiani: "Un quarto della produzione mondiale di pasta, pari a 3,9 milioni di tonnellate, è stata prodotta in Italia nel 2020, pari al 70% della pasta prodotta in Europa e siamo anche il paese che esporta di più intorno al 60%".

Ogni italiano ne consuma oltre 23 kg l'anno e, sempre secondo Unione italiana food, il 2020 ha consolidato questa leadership, portando nelle dispense degli italiani 50 milioni di confezioni di pasta in più. E, anche nel 2001, nonostante la domanda si stia normalizzando, i consumi interni dovrebbero assestarsi su valori in linea o superiori rispetto al 2019.

Felicetti ha poi evidenziato le preoccupazioni legate al forte balzo dei prezzi del grano duro "con crescite valutabili del 60-70% anno su anno. Ovviamente siamo preoccupati da questa volatilità dei prezzi delle materie prime, causata da diversi fattori e ci stimola a essere sempre molto responsabili nei confronti dei nostri fornitori e dei nostri clienti".

Alla domanda se questo balzo porterà a un incremento del costo della pasta per il consumatore finale, al momento attenuata dalle campagne promozionali della grande distribuzione, Felicetti si è limitato a dire che "la volatilità dovrebbe rientrare in un periodo relativamente breve. Non sono in grado di dire quali saranno le scelte delle aziende, ma la volatilità che c'è sul mercato porterà sicuramente a qualche riscontro".

(Giancarlo Navach, in redazione a Roma Francesca Piscioneri)

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