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Petrolio, asset Shell Nigeria fanno gola ad aziende locali - fonti

·2 minuto per la lettura
Il logo della Royal Dutch Shell in una stazione di servizio Shell a Londra

di Ron Bousso

LONDRA (Reuters) - Almeno cinque compagnie petrolifere e del gas nigeriane si preparano a presentare questo mese delle offerte per i giacimenti petroliferi onshore della Royal Dutch Shell nell'ambito di una cessione che potrebbe arrivare fino a 3 miliardi di dollari.

È quanto riferito a Reuters da tre fonti coinvolte nelle operazioni.

Shell ha avviato lo scorso anno dei colloqui con il governo nigeriano in merito alla cessione delle quote nei giacimenti onshore del Paese dell'Africa occidentale, dove è attiva dagli anni '30, nell'ambito di un più ampio processo di riduzione delle emissioni di carbonio.

L'azienda anglo-olandese detiene partecipazioni in 19 contratti di locazione per l'estrazione del petrolio tramite la joint venture di gas e petrolio onshore della Nigeria (Spdc), che secondo fonti di settore e bancarie sono valutate dai 2 ai 3 miliardi di dollari.

Shell gestisce la Spdc (Shell Petroleum Development Company of Nigeria) e detiene una quota del 30% nella joint venture. La Nigerian National Petroleum Corporation (Nnpc), controllata dallo Stato, possiede il 55%. TotalEnergies ha il 10%, mentre Eni il 5%.

Per anni Shell ha anche dovuto combattere con le fuoriuscite di petrolio nel Delta del Niger a causa di furti e sabotaggi ai danni degli oleodotti e di problemi operativi, che l'hanno portata ad affrontare costosi risarcimenti e importanti cause legali.

La vendita ha attirato l'interesse di compagnie nigeriane indipendenti di gas e petrolio, tra cui Seplat Energy, Sahara Group, Famfa Oil, Troilus Investments Limited e Nigeria Delta Exploration and Production (Ndep), secondo le fonti.

Non ci si aspetta, arrivati a questo punto, che compagnie petrolifere internazionali prendano parte al processo di offerta, secondo le fonti, che hanno aggiunto che le offerte andranno presentate entro il 31 gennaio.

Un portavoce di Shell non ha commentato.

Sahara Group non ha commentato in merito alle speculazioni di mercato. Seplat, Famfa, Troilus e Ndep non hanno risposto immediatamente a una richiesta di commento

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Roma Stefano Bernabei)

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