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Poco mossa in attesa Bce, rimbalzano utility, vendute banche

Una donna davanti all'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Indici poco mossi a Piazza Affari, con tendenza comunque debole, in una seduta di attesa per quelle che saranno le decisioni della Bce domani sui tassi.

"Alla vigilia della riunione della Bce, è difficile che gli investitori prendano posizione. Bisognerà vedere quale sarà l'outlook della banca centrale", osserva un trader.

Alle prese con un'inflazione della zona euro che non accenna a scendere la Bce, secondo un sondaggio Reuters, varerà un rialzo dei tassi da 75 punti base nella riunione di domani, allineandosi alle attese per il meeting Fed del prossimo 21 settembre.

Intorno alle 12 l'indice FTSE Mib cede lo 0,15% con volumi attorno ai 500 milioni di euro.

Tra i titoli in evidenza:

Dopo diverse sedute di realizzi, rimbalzano le utility penalizzate dalle incertezze legate al prezzo del gas e all'ipotesi di aumento della tassazione sugli extra profitti: volatile A2A che, prima tocca nuovi minimi da fine ottobre 2020 e poi risale e balza del 3,5%. In recupero anche HERA scivolata nel durante sui minimi da fine febbraio 2017, per poi balzare di oltre il 3%. IREN sale del 2,5% dopo che nel durante aveva toccato nuovi minimi da dicembre 2016.

Buona intonazione anche per Enel(+2,6%). Rimbalzo corposo per Erg a +4,3%.

Nel comparto oil, resta debole Eni (-0,7%), mentre è comprata Saipem, che avanza del 2,1% e si porta a ridosso di 0,7 euro.

In netto calo le banche: Unicredit cede il 2,1%, Intesa lo 0,85%. Sempre debole Mps(-0,65) su nuovi minimi a 0,28 euro, in vista dell'aumento di capitale iperdiluitivo da 2,5 miliardi.

Nel lusso, si spegne l'entusiasmo per Salvatore Ferragamo (+0,2%), arrivata a salire di oltre il 4% stamani post risultati semestrali sopra le attese, ma pesa la prudenza degli investitori in un contesto macro difficile.

Venduta la Juventus (-1%) dopo la sconfitta contro il Psg per 2 a 1 nella prima giornata di Champions League.

Infine, Telecom Italia cede lo 0,8%, e nel durante ha rivisto i minimi storici a 0,1965 euro. Un trader sottolinea che i "problemi di governance con le tensioni fra Cdp e Vivendi impattano sull'andamento del titolo. E in questo contesto gli investitori fanno fatica a entrare".

(Giancarlo Navach, editing Gianluca Semeraro)