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Polonia deve rinunciare a riforma giudiziaria per aiuti Ue Covid - von der Leyen

·1 minuto per la lettura
Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parla al Parlamento europeo di Strasburgo

di Gabriela Baczynska e Anna Semczuk-Wlodarczak

BRUXELLES/ VARSAVIA (Reuters) - La Polonia deve annullare il nuovo sistema disciplinare per i giudici per ricevere gli aiuti dell'Unione europea da miliardi di euro, destinati a finanziare la ripresa economica dalla pandemia del coronavirus.

Lo ha detto Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea.

La Polonia potrebbe ricevere fino a 57 miliardi di euro dai Recovery fund Ue, ma la Commissione non ha ancora approvato il dettagliato piano di Varsavia su come spendere i fondi, nell'ambito di una protratta e sempre più aspra lotta in merito agli standard democratici del blocco.

Durante una conferenza stampa, von der Leyen ha affermato che il partito polacco Diritto e Giustizia (PiS) deve rinunciare al nuovo regime disciplinario per i giudici del paese, fortemente criticato come strumento a danno dell'indipendenza della magistratura.

"Vogliamo inserire in quel piano di ripresa e resilienza un chiaro impegno per smantellare la camera disciplinaria, per porre fine alla riforma del regime disciplinario e per iniziare un processo di ripristino per i giudici", ha detto.

"Ritengo sia possibile, mi auguro che raggiungeremo un accordo. Ma l'ambito della riforma è 'conditio sine qua non'", ha aggiunto, utilizzando il termine latino per una condizione indispensabile.

Separatamente, la Rete Europea dei Consigli della Magistratura (Encj) - un'organizzazione di enti Ue rappresentanti i giudici del blocco - ha votato oggi di espellere il Consiglio nazionale della magistratura (Krs) della Polonia.

La decisione di espellere il consiglio polacco richiedeva l'approvazione del 75% dei membri dell'Encj. Pawel Styrna, presidente Krs, aveva detto al sito web wp.pl, prima della votazione, di prevedere l'approvazione della mozione.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in redazione a Roma Stefano Bernabei, enrico.sciacovelli@thomsonreuters.com, +48587696613)

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