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Powell, Fed: Non siamo fuori dal tunnel, ma USA vedono la luce

Fabio Carbone
·3 minuto per la lettura

Abbiamo vissuto “un tempo molto difficile”, e non siamo “fuori dal tunnel ma sono felice di affermare che stiamo compiendo progressi reali”. A dirlo è il presidente dello US Federal Reserve System, Jerome Powell, durante la Conferenza economica organizzata dal National Community Reinvestment Coalition a Washington D.C., che si è svolta in streaming martedì 3 maggio.

La speranza di Powell è dovuta al progresso della campagna vaccinale nei primi 100 giorni di mandato del presidente Joe Biden, il quale aveva promesso 100 milioni di dosi somministrate agli statunitensi ed ha bissato tale traguardo, garantendo una più veloce uscita dell’economia USA dalle secche della pandemia.

La politica monetaria e fiscale, poi, “fornisce un supporto” forte afferma ancora il presidente del Fed, ed infatti “l’economia riapre, unendo una forte attività economica e la creazione di posti di lavoro”.

Una condizione che nei prossimi mesi o il prossimo anno potrebbe creare le condizioni per una inflazione più sostenuta, mettendo la banca centrale nella condizione di rialzare i tassi di interesse.

Lo scenario economico è cambiato

Quel che emerge chiaro dal discorso di Powell, è che lo “scenario economico è cambiato” per questo anche l’accesso al credito per le persone deve cambiare con esso.

Powell afferma ciò riferendosi in particolare all’accesso al credito per le persone e le comunità con un basso reddito, alle quali spesso non viene concesso un prestito per comprare casa.

Il Federal Reserve System ha proposto una modifica all’attuale sistema statunitense per facilitare l’accesso al credito ad una più ampia gamma di persone.

Guardare cosa è successo nella società

Se questa è la fotografia economica di quanto sta avvenendo ora negli USA, Powell fa notare anche che la pandemia ha lasciato una eredità socio-economica pesante, anche se non per tutti.

Ci sono situazioni che variano da persona a persona, da famiglia a famiglia e anche da comunità a comunità. Powell ricorda che prima della pandemia l’economia viaggiava a livelli che non si vedevano da anni, e con una disoccupazione bassissima, quasi fisiologica.

La pandemia ha stravolto quella scenografia, presentando situazioni in cui anche attività portate avanti da generazioni hanno dovuto chiudere le porte per sempre.

A pagare di più sono in particolare quanti avevano un lavoro con basso salario, tanto che il 20% di quanti avevano un lavoro di questo tipo nel febbraio 2020, non hanno ancora trovato un lavoro, mentre i lavoratori con retribuzioni più alte che ancora non hanno trovato lavoro sono il 6%.

Le piccole imprese e le differenze razziali

Negli USA la differenza razziale è un problema che si riflette anche nelle opportunità di lavoro. E lo si è visto in particolare nelle PMI, dove il 67% delle imprese gestite da asiatici o dalla comunità nera hanno riportato grandi difficoltà, mentre le imprese gestite dagli ispanici hanno dovuto affrontare grandi difficoltà nel 63% dei casi. Le piccole imprese gestite da bianchi hanno trovato difficoltà nel 54% dei casi.

Sul totale l’80% delle piccole imprese statunitensi hanno vissuto gravi problemi nei ricavi, con i due terzi che hanno perduto almeno il 25% del fatturato.

Differenze si notano anche tra chi ha un titolo di studio accademico e chi non lo ha. I laureati rimasti senza lavoro sono il 12%, contro il 20% di chi non ha una laurea.

This article was originally posted on FX Empire

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