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Prezzi Petrolio: Offerta in Aumento con il Petrolio dell’Iran, ma la Domanda è ancora incostante

Federico Dalla Bona
·3 minuto per la lettura

Il contratto future sul Petrolio Greggio quotato al Nymex ha concluso l’ultima sessione del mese di Aprile in arretramento del 2.20%, dopo aver però toccato giovedì scorso i prezzi più alti delle ultime 6 settimane con un picco a 65.47.

Gli investitori hanno scaricato le posizioni lunghe nel finale di settimana subito dopo i deboli dati relativi alle importazioni di greggio del Giappone, e sulle preoccupazioni per una flessione della domanda di carburante anche in India, dove le infezioni da COVID-19 sono aumentate vertiginosamente. Sia il greggio statunitense che il benchmark globale Brent hanno tuttavia archiviato un mese positivo con guadagni che si sono assestati rispettivamente al 6% circa e l’8% circa rispetto alla chiusura di marzo.

L’aumento dei prezzi ad aprile non ha generato modifiche allo scenario di medio/lungo periodo sul Light Cruide Oil WTI, scenario dominato dalla resistenza di area 65.65/66.66, la cui tenuta non è mai stata mai stata messa in discussione dai prezzi durante il corso dell’intero mese di aprile. L’unico tentativo di rottura della resistenza è avvenuto quest’anno a marzo. I valori erano riusciti a spingersi in quell’occasione fino a 67.98 raggiungendo le massime quotazioni dal 2018, ma con una rapida flessione di quasi il 16% avevano poi chiuso il mese abbondantemente sotto alla resistenza, stabilendo una base di supporto a quota 57.25.

La domanda di carburante a livello globale evidenzia un andamento misto, con consumi in aumento negli Stati Uniti ed in Cina, ma in diminuzione (o forte diminuzione) in quelle aree del globo ove sono ripresi i blocchi per arginare l’aumento del tasso di infezione. Sul fronte dell’offerta si registra invece un aumento di produzione di petrolio dell’OPEC ad aprile, a causa delle maggiori forniture provenienti dall’Iran.

“Era la fine del mese, quindi ci sono state prese di profitto, ma penso che i problemi maggiori siano stati i rapporti provenienti dall’India riguardanti il COVID”, ha affermato Phil Flynn, analista senior presso Price Futures Group di Chicago. “Questa incertezza ha messo in crisi il mercato”. L’India, terzo maggior consumatore di petrolio al mondo, è in profonda crisi con ospedali e obitori oltre i limiti di capienza. Il numero di casi di COVID-19 ha superato la cifra-monstre di 18 milioni giovedì scorso ed anche gli Stati Uniti stanno ora limitando i viaggi da e verso il Paese.

In Giappone, altro importante acquirente di greggio, le importazioni sono diminuite del 25% a marzo rispetto all’anno precedente, portandosi a 2,34 milioni di barili al giorno secondo i dati forniti dal Governo. L’attività di produzione manifatturiera del paese asiatico si è però espansa al ritmo più veloce dall’inizio del 2018, elemento che fa ben sperare in un aumento della richiesta di greggio nel prossimo bimestre.

Il Quadro Tecnico per il prezzo del petrolio

Il quadro tecnico non ha risentito del rialzo spintosi la scorsa settimana fino alla soglia dei 65.50. Le aspettative per l’ottava in corso sono di flessione fino a 61.65/61.75 passando per il supporto intermedio di quota 62.95/63.15. Lo spazio fra il supporto intermedio e la resistenza weekly aggiornata di quota 64.55/64.75 è zona di distribuzione, per cui passibile di ripetuti cambi di tendenza al suo interno preparatori alla rottura ribassista. Lo scenario dovrà essere rivisto solo in presenza di una chiusura su grafico daily superiore a 64.75.

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This article was originally posted on FX Empire

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