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Un referendum per tagliare gli stipendi dei parlamentari

Maria Rosaria Iovinella
Montecitorio (Fotolia)

La Casta non demorde e il popolo si organizza con gli strumenti che ha: è il caso del Comitato del sole che, partito come gruppo Facebook Referendum sugli stipendi dei politici italiani, lo scorso 23 aprile ha presentato in Corte Suprema di Cassazione un quesito referendario che riguarda l’abrogazione parziale della legge 1261 del 1965, al fine di tagliare le indennità di chi siede in Parlamento.

Un attacco totale ai privilegi affinché insomma i parlamentari possano al massimo ricevere uno stipendio di 5.613 euro. Yahoo! Finanza ha intervistato il promotore Marco Savari, lavoratore di 33 anni, per capire meglio spirito e finalità di un’iniziativa che, snobbata da molta della stampa e della televisione nazionale, prende sempre più piede sul territorio e in rete.

Come nasce il vostro progetto referendario?

Nasce nell’agosto 2011, in rete, col gruppo Facebook Referendum sugli stipendi dei politici italiani. Io sono il presidente del Comitato del sole. Il gruppo è cresciuto fino a 96mila persone e ha unito le forze con altri due gruppi che sono "Referendum per abrogare i privilegi dei parlamentari" e "Un milione di firme per ridurre gli stipendi dei parlamentari". Questi 3 gruppi hanno formato poi successivamente "Il Comitato del sole" che è diventato promotore di questo referendum.

A che punto siamo del percorso? Come è stato recepito sul territorio nazionale il vostro sforzo?
Il 23 aprile abbiamo presentato il quesito in Cassazione, vidimato i moduli con data posteriore a quella della pubblicazione ufficiale, dato che la legge lascia discrezione in tal senso al comitato promotore. Abbiamo temporeggiato per trovare i vari referenti che servivano in tutta Italia. La copertura che abbiamo adesso è forte e tendiamo a crescere ma non abbiamo ancora cifre ufficiali da rendere pubbliche anche per evitare un certo rilassamento e per tenere tutti sulla corda.Il referendum è stato recepito bene, è un tema molto sentito dal popolo anche se c’è menefreghismo, troppi si lamentano, ma poi non hanno tempo o non vogliono prendersi la responsabilità di fare il referente. Noi continuiamo a fare questa lotta perché pensiamo che se tutti dobbiamo fare i sacrifici, i primi devono essere loro, i politici. E se non lo fanno loro, lo chiederemo noi questo taglio di 12mila euro a parlamentare, un risparmio annuale di 136 milioni di euro

Come è possibile aderire all’iniziativa?
I referenti sono facilmente contattabili sul nostro siti www.comitatodelsole.altervista.org. All’interno ci sono tutte le informazioni di tutte le regioni, in ogni regione ci sono i referenti comunali, oltre ai promotori generali. All’interno del forum ci sono le risposte, i nomi delle città dove si può firmare direttamente in comune o dove ci sono i banchetti. Giornalmente, poi, sul gruppo su Facebook c’è un amministratore in linea.

In che rapporti siete con la politica, il Movimento 5 Stelle, le liste civiche?
Noi non siamo dalla parte di nessuno, siamo un comitato onlus. Voglio specificare anche che l’eventuale rimborso referendario, semmai dovessimo arrivare al quorum, nel momento in cui si va a firmare per il referendum, non lo prenderemo personalmente ma lo devolveremo in beneficenza. L’avvicinamento a eventuali partiti politici non sarebbe credibile per chi fa la lotta alla casta. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, o le liste civiche, o altre forme di associazioni non pensiamo di dover spiegare particolarmente il fatto che essi ci supportino in alcune zone del Paese cosi come fa Quorum Zero. Il Movimento 5 Stelle e altre liste civiche non sono in Parlamento, quindi ben vengano gli aiuti esterni

Eppure il Movimento 5 Stelle in Toscana vi ha contestato su più punti, rimborsi compresi.

La polemica che c’è stata col Movimento 5 Stelle, a Firenze, è nata dal fatto che il Comitato del sole è stato invitato a una riunione del 2 giugno fatta da 35 liste civiche che vogliono riunirsi per le prossime elezioni in una lista unica civica. Noi siamo stati convocati solo perché vogliono darci supporto.
Il Movimento 5 Stelle ha voluto spiegazioni sul perché non rifiutiamo il rimborso. La risposta è semplice: perché rifiutare il rimborso, lasciarlo allo Stato, sapendo che fine farà e non prenderlo noi per fare beneficenza? Abbiamo individuato, in tal senso, l’Ospedale pediatrico Mayer di Firenze, l’Ospedale Palombara Sabina, nel Lazio, il Centro Risvegli Ibleo, e l’Anmar, associazione nazionale malati reumatici onlus.

Che storia è la tua, a prescindere dal comitato?

Sono un ragazzo di 33 anni, lavoro in un’azienda farmaceutica e non sono iscritto a nessun partito. Vivo a Fucecchio, ma io sono nato in Calabria, a Chiaravalle Centrale. Quest’iniziativa referendaria è nata un giorno in cui ero in ferie al Sud, ho sentito le ultime notizie sui progetti di manovra economica di Berlusconi. Così è nata la pagina e poi il movimento per un referendum che crediamo siamo l’arma democratica giusta per dire che gli italiani non  dormono e vogliono riprendersi la sovranità. È arrivato il tempo di cambiare il modo di fare politica. Se più in là avremo la possibilità di fare politica, perché no. La politica deve essere fatta dai cittadini, dimostrando che le cose si possano fare senza pensare al guadagno ma al benessere delle persone.