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Tasi, aliquota all'1 per mille se il Comune non ha deliberato

Angela Iannone

Tasi, tempo scaduto. A mezzanotte di ieri, 10 settembre, i Comuni italiani avrebbero dovuto deliberare sulle aliquote Tasi - Tassa sui Servizi Indivisibili -  la nuova imposta comunale che riguarda i servizi  rivolti alla collettività, come ad esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione comunale.

Tasi, chi doveva pagarla entro il 16 giugno

La differenza tra i comuni che hanno deliberato e quelli che non l'hanno fatto comporta una variazione sull'aliquota: per i primi  l'acconto andrà versato entro il prossimo 16 ottobre, a meno che non sia stato già versato a giugno; per i Comuni che invece non hanno deliberato verrà applicata l'aliquota base dell'1 per mille, da versare in un'unica soluzione entro e non oltre il 16 dicembre.

Per la pubblicazione della delibera sul sito del Ministero delle Finanze c'è tempo fino al 18 settembre, motivo per cui è consigliabile consultare l' elenco entro quel termine per scoprire la situazione del vostro Comune: molti sono gli Enti locali che hanno definito ieri, all'ultimo minuto, l’aliquota attraverso cui incassare la Tasi. Seimila i Comuni che erano rimasti in stand by nel caos provocato dalla legge di Stabilità e pare che ieri, a 24 ore dalla scadenza, 3 mila Enti pubblici ancora non avevano dato l'ok definitivo.

La situazione non è semplice: ci sono infatti molti cittadini che hanno già versato la prima rata dell'imposta, scaduta a maggio 2014, altri che invece dovranno pagare ad ottobre e altri ancora che invece pagheranno entro dicembre. Per capire a quale delle tre categorie si appartiene, basta andare sul sito del Dipartimento delle Finanze e cercare il proprio Comune di appartenzenza. Se si vuole cercare, ad esempio, il Comune di Milano, basterà ricercare la città nell'elenco:



Si aprirà una sezione con una serie di file con le relative delibere e modifiche; è necessario che mastichiate un po'di "burocratese", perchè il contenuto delle delibere non è di facile comprensione, oltre ad essere file molto voluminosi (per il comune di Milano, ad esempio, sono più di 60 pagine di delibera).


Se si appartiene ai Comuni che hanno appena deliberato, il calcolo è molto simile a quello dell'IMU: si parte dala rendita catastale dell'immobile e rivalutarla del 5%, moltiplicandola per 1,05. Dopodichè si calcola il valore catastale moltiplicando la rendita rivalutato per il coefficiente che dipende dalla categoria catastale. Il coefficiente varia: se è abitazione è 160, 80 per uffici, 55 per i negozi 65 per gli immobili strumentali.
E' a questo punto che sarà necessario conoscere la delibera del vostro Comune, per sapere l'aliquota da applicare all'imposta e la detrazione relativa al tipo di immobile (decisa in autonomia da ogni Comune), oltre alla quota e ai mesi di possesso dell'immobile.
Se avete eseguito i calcoli correttamente, il risultato finale andrà diviso per due: questo sarà l'importo da versare entro il 16 ottobre.

Caos Tasi, a maggio succedeva questo: