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Ue contraria a marchio Alitalia in ristrutturazione compagnia aerea - stampa

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Logo Alitalia all'aeroporto di Fiumicino

MILANO (Reuters) - L'Italia dovrà abbandonare il marchio Alitalia, che esiste da 75 anni, se vuole che la Commissione europea approvi il piano di rilancio della compagnia aerea, come si evince da una lettera di Bruxelles pubblicata dall'Espresso.

Alitalia, da anni in perdita, ha resistito a 11 anni di burrascosa gestione privata e tre tentativi falliti di ristrutturazione, con il governo che tenta ora di nazionalizzare e rilanciare la compagnia di bandiera dopo che la crisi del coronavirus ha mandato all'aria i piani per la cessione.

"Il marchio Alitalia non dovrebbe essere mantenuto dalla NewCo, poiché è un indicatore emblematico di continuità", ha scritto l'Unione europea nella lettera pubblicata dall'Espresso.

Nella comunicazione, con data 8 gennaio, si chiede inoltre a Roma di lanciare un "bando di gara aperto, trasparente, non discriminatorio e senza condizioni" per rinunciare agli asset di Alitalia, rifiutando l'idea che la vecchia compagnia aerea possa vendere i propri asset alla nuova società nell'ambito di una trattativa privata.

Un rappresentante della Commissione Ue ha detto che Bruxelles non ha commenti da fare relativamente all'articolo e che è in contatto con le autorità italiane in merito alla questione e non può quindi rilasciare commenti sulle discussioni in corso.

La Ue può bloccare il finanziamento di 3 miliardi di euro che l'Italia vorrebbe destinare alla nuova Alitalia, ostacolando le ambizioni di Roma per la compagnia aerea.

"La NewCo non dovrebbe mantenere i settori combinati di aviazione, ground handling e maintenance" si legge nella lettera scritta dalla Commissione.

Bruxelles suggerisce che i business di ground handling e maintenance vengano venduti separatamente a una terza parte.

Uno spin-off della vecchia Alitalia, che conta oltre 11.000 dipendenti in totale, è un tema scottante a livello politico per il governo, poiché potrebbe portare a potenziali tagli di posti di lavoro per i dipendenti che non rientrano nel business dell'aviazione.

Un rappresentante del ministero dello Sviluppo economico, che si occupa della nazionalizzazione di Alitalia, non è stato immediatamente disponibile per un commento.

(Francesca Landini)