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Ue, Recovery Fund spingerà crescita blocco tra l'1,5% e il 4,1% - S&P Global

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Bandiere dell'Unione Europa davanti alla sede della Commissione a Bruxelles

LONDRA (Reuters) - Il Recovery Fund dell'Unione europea, da 750 miliardi di euro, dovrebbe dare un spinta alla crescita del blocco tra l'1,5% e il 4,1% nei prossimi cinque anni e sostenere i rating dei Paesi maggiormente indebitati, secondo S&P Global.

Gli Stati membri stanno lavorando per completare questa settimana il piano pensato per riparare ai danni del coronavirus sull'economia e reindirizzare la crescita verso l'alto e verso un percorso maggiormente sostenibile.

La complessità di piani e riforme a lungo termine e la necessità di attenersi alla richiesta che il 37% del fondo venga destinato alla lotta al cambiamento climatico e il 20% alla digitalizzazione dell'economia, implica che molti Paesi si troveranno a rinviare fino a metà maggio la presentazione dei programmi per l'ottenimento dei fondi.

"Valutiamo il piano a livello Ue come di supporto alla valutazione del merito di credito sovrano, sebbene la capacità dei governi nazionali di implementare le riforme strutturali dipenderà dalla correzione degli squilibri economici che sono peggiorati a causa della pandemia", si legge in un report a cura degli economisti e degli analisti di S&P.

Secondo gli esperti dell'agenzia di rating, le stime di crescita dell'1,5% e del 4,1% fanno riferimento, rispettivamente, a uno scenario a basso impatto e a uno ad alto impatto.

Dopo aver superato l'ostacolo di un ricorso da parte degli euroscettici tedeschi, i funzionari della Ue prevedono che i processi di ratifica dovrebbero concludersi entro giugno, consentendo l'invio dei primi pagamenti a luglio.

I governi che avranno ottenuto l'approvazione dei piani riceveranno in anticipo il 13% della rispettiva fetta del Recovery Fund. Il resto giungerà a rate al raggiungimento di ogni obiettivo, come da accordi.

S&P ha precisato che lo scenario ad alto impatto presuppone che venga impiegato il 91% del denaro messo a disposizione.

Nell'ambito dei normali piani di finanziamento della Ue la burocrazia ha sempre fatto sì, in media, che solamente il 51% del denaro messo a disposizione venisse utilizzato. Se si dovesse seguire lo stesso andamento, la crescita cumulativa sarà pari all'1,5% del prodotto interno lordo nel 2026, "con marcate differenze tra i diversi Paesi", ha detto S&P.

Nel complesso il fondo dovrebbe contribuire a sostenere i rating in un momento in cui il debito aumenta poiché "gli stati Ue hanno delle leve finanziarie significative, da impiegare con una maggiore flessibilità rispetto ai fondi strutturali tradizionali della Ue".

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)