Italia markets open in 3 hours 32 minutes
  • Dow Jones

    34.137,31
    +316,01 (+0,93%)
     
  • Nasdaq

    13.950,22
    +163,95 (+1,19%)
     
  • Nikkei 225

    29.099,93
    +591,38 (+2,07%)
     
  • EUR/USD

    1,2050
    +0,0010 (+0,08%)
     
  • BTC-EUR

    44.794,68
    -2.056,45 (-4,39%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.246,61
    -16,35 (-1,29%)
     
  • HANG SENG

    28.784,13
    +162,21 (+0,57%)
     
  • S&P 500

    4.173,42
    +38,48 (+0,93%)
     

"Un mese e mezzo di sacrifici": la previsione dell'immunologa Viola

Primo Piano
·2 minuto per la lettura
"Un mese e mezzo di sacrifici": la previsione dell'immunologa Viola (Photo by Alessandro Albert/Getty Images)
"Un mese e mezzo di sacrifici": la previsione dell'immunologa Viola (Photo by Alessandro Albert/Getty Images)

La strada per arginare il coronavirus è ricca di ostacoli, ma secondo Antonella Viola, immunologa e professoressa di Patologia generale all'Università di Padova, se seguiremo le regole e chiuderemo tutto nel weekend ne usciremo in un mese e mezzo.

“Siamo in un momento molto difficile - ha ricordato - perché il virus è cambiato ed è più trasmissibile, con le varianti così diffuse su gran parte del territorio, dobbiamo stare più attenti. Un aumento dei contagi è inevitabile, ma abbiamo imparato a gestirlo”.

GUARDA ANCHE - Covid, l'umidità del respiro rende le mascherine più efficaci?

In un'intervista al Corriere della Sera, Viola ha spiegato che dobbiamo continuare a “seguire le regole delle zone a colori durante la settimana e nel weekend chiudere tutto, lasciando solo la possibilità di passeggiare: durante la settimana vediamo sempre le stesse persone, ma nel tempo libero si mescolano ambiti normalmente distanti. L'ideale sarebbe chiudere anche le scuole. Evitare le visite a parenti e amici aiuterebbe perché è necessario ridurre le interazioni sociali”

"La scuola è un luogo a rischio - ha aggiunto Viola - È impossibile tenere i bambini sempre a distanza con la mascherina ben indossata e le classi sono troppo numerose. Con questa nuova variante così contagiosa, è meglio chiudere le scuole. In questa fase bisognerebbe tornare allo smart working, ma sui luoghi di lavoro c’è grande distanziamento, tutti usano le mascherine e si vedono sempre gli stessi colleghi, come in una bolla. Se non possiamo ‘permetterci’ un lockdown come quello dell’anno scorso, queste misure dovrebbero comunque essere sufficienti”

“Se il monitoraggio è puntuale e i dati raccolti affidabili - ha spiegato ancora l’immunologa - la divisione a colori ha senso. Da immunologa, dovrei dire che è necessario chiudere tutto per due mesi e aspettare l’estate. Se l’obiettivo è azzerare il contagio, è così. Se è quello di mantenere l’equilibrio, funzionerà quel che stiamo facendo”.

Il passaggio automatico alla zona rossa, conclude, "è necessario, ma imposterei il meccanismo su micro aree, perché ci possono essere situazioni molto diverse all’interno di una Regione. Capisco la frustrazione dei cittadini. Posso solo dire che è l’ultimo sforzo: bisogna tenere duro ancora un mese e mezzo e poi, tra i vaccini e l’estate, l’avremo scampata. Solo ad aprile-maggio, forse, avremo le dosi per poter cominciare la vaccinazione di massa. Intanto adotterei l’uso obbligo di mascherine FFP2 nei luoghi chiusi”.

GUARDA ANCHE - Come l'Europa ha gestito la pandemia di Covid? La parola agli europei