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Una Finestra sull’Europa: oggi il Consiglio dei Capi di Stato per Misure Contro il Coronavirus

Alberto Ferrante

Ieri si è conclusa una seconda giornata di crescita per i principali mercati europei, sebbene, non si siano raggiunti i livelli di martedì. Nel complesso, le principali borse sono state sostenute dalle recenti iniziative della Fed e dei Governi, oltre che dalla speranza di un nuovo pacchetto di misure a livello comunitario.

Nella seduta di ieri anche lo spread è sceso sotto i 190 punti, precisamente a quota 187 punti, con il rendimento del BTp benchmark decennale all’1,58%.

Molto volatile la sessione per il petrolio, la cui situazione resta ancora critica, in attesa delle nuove mosse dei principali Paesi esportatori, Arabia Saudita in primis.

L’ultimo bollettino della Protezione Civile sui contagi da Coronavirus  mostra in Italia 74386 casi totali, di cui 7503 deceduti e 9362 guariti.

I principali indici europei

Il FTSE MIB ha nuovamente superato i 17.000 punti nella sessione di ieri, concludendo in rialzo del +1,74%.

I titoli migliori sono stati Leonardo (+11,2%), Azimut (+9,34%) e Mediobanca (+7,90%),  mentre Atlantia e Pirelli hanno arrancato chiudendo in rosso del -3,35% e -3,82%.

Chiusura molto simile anche per il DAX30, del +1,79%, adesso a quota 9874 punti. Anche per il CAC 40 francese è stata una seduta molto positiva, con l’indice in crescita del 4,47% dopo una giornata molto volatile.

FTSE 100 di Londra e Ibex-35 spagnolo raggiungono invece il +4,45% e il +3,35%.

Se in Europa le attese sulle decisioni a livello comunitario hanno trainato i mercati, in America il Dow Jones ha continuato a correre grazie al supporto della Fed per l’intera sessione, superando il +5%, per poi crollare poco prima della chiusura al +2,39%.

Tale andamento nel finale potrebbe essere dovuto ad alcune indiscrezioni secondo cui alcuni senatori repubblicani potrebbero ostruire l’iter per l’approvazione del piano da 2000 miliardi di dollari contro l’epidemia Coronavirus.

Petrolio stabile.

Il petrolio sta adesso mostrando un andamento molto meno vivace, con il WTI fermo a 24,5 dollari al barile e il Brent a un soffio dai 30 dollari al barile. Secondo le informazioni divulgate, le scorte di greggio degli USA sono aumentate di 1,6 milioni di barili nel fine settimana scorso, a quota 455,4 milioni di barili.

Le raffinerie hanno invece iniziato a ridurre le loro scorte in previsione delle prossime settimane, che saranno probabilmente caratterizzate da una domanda ancor più debole.

Nelle prossime settimane si teme ancora, infatti, un crollo del greggio anche sotto i 20 dollari al barile, come punto di arrivo di una lunga discesa iniziata già alla fine dell’anno scorso.

Il Calendario Economico dell’Eurozona

Quella di oggi sarà una giornata particolarmente calda per i mercati, con il Bollettino Economico dell’Eurozona,  l’indicatore di Business Confidence in Francia, l’indice GfK di Consumer Confidence in Germania e i dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito.

Domani sarà invece il turno degli indici business e consumer confidence in Italia.

Nell’incontro del Consiglio Europeo di oggi, che si terrà in videoconferenza date le circostanze, si dovrebbe discutere anche sull’impiego del Mes “in modo coerente con la natura esterna e simmetrica dello choc di Coronavirus”, come sottolineato dal Presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno.

Intanto, Mario Draghi ritiene che sia necessario agire in maniera decisa e rapidamente, per evitare che la recessione ormai acclarata possa sfociare in una lunga e dolorosa depressione. E la risposta per il Coronavirus, secondo l’ex numero uno della BCE, non può prescindere dall’aumento del debito pubblico dei Paesi interessati.

This article was originally posted on FX Empire

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