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Vivendi spinge per ruolo maggiore in Tim, mette in discussione AD - fonti

·2 minuto per la lettura
Il logo Telecom Italia presso la sede centrale nel quartiere di Rozzano a Milano

di Elvira Pollina e Giuseppe Fonte

MILANO/ROMA (Reuters) - Vivendi spinge per un ruolo più di rilievo in Telecom Italia (Tim), di cui è il principale azionista, al punto di mettere in discussione la posizione dell'AD Luigi Gubitosi dopo i due profit warning lanciati dalla società nel giro di pochi mesi.

Lo hanno riferito due fonti vicine alla situazione.

Il gigante media francese, che ha una partecipazione del 23,8% in Telecom Italia, vuole discutere proposte per rilanciare il gruppo ed estrarre valore dalla rete fissa con il governo italiano, mantenendo un approccio cooperativo, secondo le fonti.

Vivendi non ha commentato, ribadendo il suo impegno a contribuire al successo a lungo termine di Tim.

Anche Tim non ha commentato.

Cassa Depositi e Prestiti è il secondo azionista di Tim con una quota del 9,8% costruita nel corso degli ultimi anni per assicurarsi un presidio sull'infrastruttura ritenuta strategica dalle autorità italiane.

Aumentando la pressione su Gubitosi Vivendi in tandem con alcuni consiglieri di amministrazione, è riuscita a ottenere una riunione straordinaria del cda di Tim l'11 novembre, secondo quanto riferito da fonti, dopo aver espresso la sua insoddisfazione rispetto l'andamento della società nel consiglio della scorsa settimana.

All'inizio di quest'anno, Vivendi ha appoggiato, insieme a Cdp, una lista di candidati proposta dal cda uscente di Tim, confermando Gubitosi come AD e l'ex direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi come presidente.

Tuttavia, da allora, Tim ha lanciato due profit warning a causa della debole performance del mercato italiano, dando al gruppo francese spazio di manovra per richiedere radicali cambiamenti.

Il titolo Tim ha perso il 17% dall'inizio dell'anno, a fronte di un rialzo del 23% del FtseMib.

Con le trattative ancora in corso, resta ancora da vedere come e se verranno accolte le istanze di Vivendi, hanno aggiunto le fonti.

Una questione fondamentale è il futuro dell'infrastruttura di rete.

Durante il governo dell'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Tim aveva sottoscritto con Cdp un piano appoggiato dal Tesoro per integrare la propria rete fissa di accesso con quella di Open Fiber, società di cui Cassa è in procinto di assumere il controllo.

Tuttavia, alcuni importanti ministri dell'attuale esecutivo guidato da Mario Draghi, tra cui il ministro per l'Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, hanno pubblicamente preso le distanze dal progetto, che poneva le basi perché Tim avesse oltre il 50% del nuovo operatore.

Negli ultimi mesi, Gubitosi ha cercato di convincere Vivendi che l'unico modo di rilanciare il piano, superando le resistenza politiche e i potenziali problemi di natura antitrust, fosse acconsentire che Cdp avesse il controllo del nuovo operatore, hanno detto le due fonti.

(Tradotto a Danzica da Enrico Sciacovelli, in Redazione a Milano Sabina Suzzi)

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