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Zona euro, crescita attività imprese cala a giugno su aumento prezzi

La sede della Bce a Francoforte

LONDRA (Reuters) - La crescita dell'attività delle imprese della zona euro è rallentata in modo significativo - e ben oltre le previsioni - questo mese, poiché i consumatori, preoccupati per l'aumento delle bollette, hanno scelto di rimanere a casa e di rimandare gli acquisti per risparmiare, secondo quanto emerso da un sondaggio pubblicato oggi.

Il Composite Purchasing Managers' Index (Pmi) di S&P Global, considerato un valido indicatore della salute economica, è sceso a giugno a 51,9 da 54,8 di maggio, ben al di sotto dei 54,0 previsti da un sondaggio Reuters e ai minimi da febbraio 2021.

"La crescita economica della zona euro sta mostrando segni di cedimento, con l'esaurirsi della spinta della domanda repressa dovuta alla pandemia, compensata dallo shock del costo della vita e dal crollo della fiducia di imprese e consumatori", ha detto Chris Williamson, chief business economist di S&P Global.

L'indice composito delle nuove imprese è sceso da 53,3 ad un minimo di 16 mesi di 50,0, a cavallo della linea che divide crescita e contrazione.

Il Pmi relativo al settore dei servizi, dominante in Europa, è sceso a 52,8 da 56,1, mancando le aspettative di 55,5 e registrando la lettura più debole dall'aprile 2021.

La crescita della domanda di servizi si è quasi esaurita e le imprese hanno dovuto affrontare un aumento dei costi dei fattori produttivi a un ritmo quasi record, trasferendo l'onere ai clienti. L'indice dei prezzi dei fattori produttivi è salito a 78,3 da 77,4. Nei 24 anni di storia del sondaggio, ha toccato livelli più alti solo due volte, a marzo e ad aprile.

Il mese scorso, la crescita dei prezzi al consumo ha raggiunto il livello record di 8,1% e potrebbe ancora salire nei prossimi mesi. Di conseguenza, ci si attende che a settembre la Banca Centrale Europea alzerà il tasso di deposito sopra lo zero per la prima volta in un decennio, secondo un sondaggio Reuters.[ECILT/EU]

I prezzi elevati hanno fatto sì che la domanda di beni manifatturieri scendesse al ritmo più rapido dal maggio 2020, quando la pandemia di coronavirus stava diffondendosi nel vecchio continente, e il Pmi manifatturiero principale è sceso a un minimo di quasi due anni da 54,6 a 52,0. Il sondaggio Reuters aveva previsto un calo più contenuto a 53,9.

L'indice che misura la produzione, che è parte del Pmi composito, è sceso a 49,3 da 51,3, per la prima volta al di sotto di 50 in due anni.

Con i costi ancora in aumento e le catene di approvvigionamento interrotte, le fabbriche hanno ridotto gli acquisti di materie prime, suggerendo che non ci saranno miglioramenti a breve, l'ottimismo è diminuito. L'indice della produzione futura è sceso a 51,6 da 55,4, il più basso da maggio 2020.

(Tradotto da Luca Fratangelo, editing Stefano Bernabei)

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