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Amazon caccia chi rimanda indietro troppi prodotti

Secondo un ex dipendente di Amazon, Chris McCabe, però, se si rimandano indietro troppi prodotti Amazon vi chiude l’account. (Credits – Getty Images)

La politica del reso di Amazon sta scatenando polemiche negli USA dopo un articolo del Wall Street Journal che getta ombre sul colosso dello shopping online. Amazon, infatti, permette di restituire i prodotti acquistati entro 30 giorni dall’acquisto, ma ora si scopre che questo diritto non è infinito.

“Puoi restituire la maggior parte degli articoli, ai termini e alle condizioni indicati ne “Le nostre politiche di reso”, fino al termine di 30 giorni di calendario dalla data di avvenuta consegna, salvo che il diritto di recesso sia escluso dalla normativa applicabile” si legge sul sito di Amazon.

Secondo un ex dipendente di Amazon, Chris McCabe, però, se si rimandano indietro troppi prodotti Amazon vi chiude l’account. Il tutto, però, senza che vi sia da nessuna parte sul sito scritto che la politica del reso ha dei limiti. E, così, ecco che decine di utenti Amazon si sono ritrovati cacciati dal sito da un giorno all’altro senza preavviso.

“Non ho ricevuto alcun preavviso. Se avessi saputo che sarebbe successo non avrei acquistato vestiti e scarpe su Amazon” ha dichiarato una utente al WSJ, specificando che abitualmente spendeva migliaia di dollari sul sito di e-commerce e che i resi riguardavano prodotti danneggiati o che, addirittura, non aveva acquistato. “Non pensavo fossero così tanti, soprattutto calcolando quanto acquistavo online”.

E Amazon? “Vogliamo che chiunque possa utilizzare Amazon, ma ci sono rare occasioni in cui qualcuno abusa del nostro servizio per un lungo periodo di tempo. Non prendiamo mai la decisione con leggerezza, ma con oltre 300 milioni di utenti in tutto il mondo, ci muoviamo quando l’azione serve a proteggere l’esperienza dei nostri clienti”. Il che, tradotto, significa come dice un altro ex manager di Amazon “se il tuo comportamento è continuamente fuori norma, allora non sei il cliente che vuole Amazon”.