L’assunzione è una lotteria: il posto di lavoro al centro del nuovo marketing

“Noi di McDonald’s nell’Italia ci crediamo per questo diamo lavoro a oltre 16.000 persone e ne assumeremo altre 3.000 nei prossimi anni”, questo il claim con il quale lo spot diretto da Gabriele Salvatores ha tradotto in promozione il piano strategico triennale della multinazionale dei fast food. In tempi di crisi e di disoccupazione promettere, regalare e offrire posti di lavoro è diventato un frequente esercizio di marketing e promozione.

Il mondo dell’impresa, di fatto, si sostituisce alla politica usandone un vecchio cavallo di battaglia: la (promessa di una) lotta alla disoccupazione. Si tratta di un capovolgimento storico da parte dei responsabili del marketing che decidono di parlare al pubblico e ai consumatori mettendo sul piatto il tema del lavoro piuttosto che i loro prodotti, relegati al ruolo di comparse.

Circa tre anni fa due catene di supermercati - la varesotta Tigros e la sarda C&D – avevano messo in palio alcuni posti di lavoro con contratti della durata di un anno. Qualche mese fa è stata la catena laziale Oneprice a promettere dodici posti di addetto/a alle operazioni ausiliarie alla vendita con orario part time (24 ore), retribuzione lorda di 1.100 euro e contratto a tempo determinato della durata di quattro mesi. Totale del montepremi? 55mila euro. Risultato? Migliaia di spese superiori ai 30 euro, requisito minimo per avere diritto al tagliando valido per l’estrazione che avrà luogo nei prossimi giorni.

Lo scorso autunno, dopo aver subito un furto per un ammontare di 100mila euro di materiale, Gianfranco Caccamo, imprenditore di Gela e titolare della Icaro Ecology, ha messo in palio un posto a tempo determinato per la persona che fosse stata in grado di dargli informazioni relative agli autori del colpo.
Nel 2010 YouCv, un portale di video-recruiting ha messo in palio un posto di lavoro con un concorso nazionale al quale hanno preso parte ben 32.756 persone. Qualche tempo fa anche Renault, storico marchio automobilistico francese ha offerto a studenti universitari e neolaureati un’assunzione a tempo determinato, per dodici mesi, all’interno di una delle aziende italiane del gruppo d’Oltralpe. Invece di un’estrazione, però, Renault ha scelto la strada della meritocrazia chiedendo un progetto per il lancio della Twizy, l’innovativa biposto elettrica di Renault. 

Stessa politica per la campagna Unemployee of the Year di Benetton che ha messo in palio 5mila euro per i 100 progetti di business più innovativi provenienti da ragazzi di età compresa fra 18 e 30 anni. Dall’advertising alla televisione il passo è breve. Negli stessi giorni in cui Benetton lanciava la sua campagna, su Cielo andava in onda The Apprentice, il reality che ha messo in palio un contratto annuale a sei zeri per entrare a far parte dello staff del “boss” Flavio Briatore. Il consumatore non si accontenta più di stare a guardare, vuole essere attore. E alcuni pubblicitari e autori televisivi l’hanno capito dettando le nuove regole del settore, in cui l’offerta di un posto di lavoro diventa un’esca irresistibile per l’attenzione di consumatori e spettatori.