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Banche devono diventare più europee con M&A - Padoan (UniCredit) a Stampa

·2 minuto per la lettura
Il presidente di UniCredit, Pier Carlo Padoan a Sofia

MILANO (Reuters) - La crisi generata dalla pandemia di Covid-19 creerà un incentivo per le aggregazioni nel settore bancario, ma bisogna evitare che con la nuova ondata di M&A le banche diventino più nazionali anziché più europee.

Lo dice il presidente di UniCredit, Pier Carlo Padoan, in un'intervista alla Stampa.

"Questa crisi darà una spinta al sistema bancario, certo. Però bisogna evitare che, a livello continentale, le banche diventino più nazionali anziché diventare più europee. C'è uno scenario, non necessariamente il più probabile, in cui potrebbe realizzarsi più concentrazione in Italia e meno operazioni crossborder. Sarebbe come andare nel senso contrario alla Unione Bancaria europea", dice Padoan.

UniCredit è stata in trattative nei mesi scorsi con il Tesoro per acquistare asset selezionati di Banca Mps, ma l'operazione non si è concretizzata.

"La vicenda è stata condotta in modo estremamente serio e professionale, ha coinvolto centinaia di operatori della banca per una due diligence accurata: ne è derivata una proposta all'azionariato del Mps. L'offerta era rispettosa delle logiche di mercato, del fatto che la banca deve creare valore per gli azionisti, e corrispondeva alle precondizioni concordate tra le parti a inizio percorso", dice Padoan a questo proposito.

"Non è stato tuttavia possibile raggiungere un accordo: ne abbiamo preso atto", aggiunge.

Alla domanda se il dossier Mps sia definitivamente chiuso, Padoan osserva: "Avevamo una finestra prima di disegnare il nostro piano e di definire in particolare gli obiettivi in termini di rinnovamento digitale. Ora il nostro piano è stato presentato e in questo momento siamo focalizzati sulla sua attuazione".

A proposito del lavoro a distanza, imposto dal Covid, Padoan spiega che la banca lo sta trasformando "da risposta di necessità a scelta d'opportunità".

"Oggi UniCredit prevede una presenza di due giorni alla settimana negli uffici centrali; quando saremo fuori dall'emergenza continueremo con un approccio ibrido su base volontaria. Ovviamente, nelle filiali, le proporzioni saranno ben diverse. Ci stiamo lavorando con un dialogo continuo fra management e cda, e grandi sforzi di investimento previsti, 2,8 miliardi in digitale nei prossimi anni. Sono ottimista", conclude.

(Gianluca Semeraro, in redazione a Milano Giancarlo Navach)

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