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Bitcoin SV: Craig Wright continua a far parlare di sé

Lorenzo Cuzzani

Nel panorama cripto c’è una personalità cui piace molto stare sotto i riflettori.

In aggiunta alla nota saga di Satoshi Nakamoto, vicenda per cui Craig Wright si sia sempre distinto in quanto ad autoreferenzialità autoriale, il leader di nChain ha di nuovo catalizzato l’attenzione dell’ecosistema cripto, elargendo una rara apparizione in una conferenza presso Toronto, nel mezzo della breve impennata del livello del prezzo di Bitcoin SV.

Come sempre, Wright ha creato news dal nulla dopo aver profuso accuse molto discutibili.

Il deus ex machina di BSV, mentre ospita la conferenza di promozione della propria divisa digitale, afferma che il Bitcoin in circolo sia utile solo per favorire operazioni illegali.

Una simile affermazione emerge tramite una clip registrata su Youtube, dove si sente chiaramente Wright affermare: “Binance, Bitfinex e Tether usano il Bitcoin per finanziare operazioni illegali immettendo denaro in ambiti come il traffico illegale di capitali e il contrabbando illecito di persone”.

Illazioni non indifferenti, se si considera come spesso il BTC e la fintech in generale siano stati accusati di veicolare economia sommersa e ed essere volano di illeciti.

Nella fattispecie, questi attacchi di Wright non trovano base concreta, dal momento che lo stesso accusatore fallisce nel citare qualsivoglia fonte o prova che possa suffragare le proprie affermazioni.

Il tenore della dichiarazione di cui sopra è particolarmente significativo alla luce del fatto che quasi tutti i soggetti accusati da Wright abbiano rifiutato di credere che l’australiano fosse proprio Satoshi Nakamoto, rifiutando una siffatta pretesa. Autoreferenziale, come già anticipato sopra, ma repetita iuvant.

Per tutta risposta, Binance ha espunto Bitcoin SV dal novero delle criptovalute disponibili su cui operare.

Inoltre, Wright ha accusato i cripto-giganti di sovvenzionare prostituzione e schiavitù: “Per ora, il 30% dei fondi di Binance finanzia la prostituzione femminile, il 30% dei fondi di Binance e Tether finanzia la schiavitù femminile”.

Uno degli accusati è stato rapido a rispondere alle accuse. Changpeng Zhao, fondatore e ceo di Binance, si è così espresso nel merito: “Dargli attenzione è probabilmente quello che vuole… Noi ignoriamo queste stupidaggini e ci focalizziamo su quello che realmente conta”.

Oltre alle mirabili accuse, il discorso di Wright verte sul rivelare le proprie intenzioni circa il lancio di applicazioni utili, strumenti e infrastrutture che implementino l’ecosistema e lo rendano più fruibile per tutti.

Nel dettaglio: “L’unica ricompensa che voglio è costruire per voi qualcosa di migliore. Non voglio un mondo dove ci siano persone isolate dalle macchine. Voglio essere parte del mondo dove le persone siano pagate per essere parte del tutto”.

Sebbene la realtà sia palese, Craig Wright sembra esser riuscito a convincere diverse persone sul fatto di essere realmente Satoshi Nakamoto, quindi il creatore di Bitcoin.

Al riguardo non è da sottovalutare l’endorsement arrivato da Patrice Gaucher, ricchissimo uomo d’affari asiatico, ceo di Aerial Entertainment Studios e grande sostenitore di Bitcoin SV: “Se questo non convince le persone sul suo essere Satoshi, non so cosa lo farà. Una scoperta che mi ha fatto piangere. Siamo sulla giusta barca, ragazzi. Continuate a comprare, condividete con altri, aprite la strada”.

Il fatto che Bitcoin SV abbia registrato il gradimento di Amazon, Apple, Steam, MasterCard, Visa e Uber la dice lunga sul successo della cripto ottenuta dal fork di Bitcoin Cash.

La querelle tra Wright e il resto del mondo cripto sicuramente non accennerà a placarsi, ma sarà interessante osservare l’effetto che i rapporti tra lo stesso Wright e i colossi di cui sopra porterà allo sviluppo del derivato di BCH.

This article was originally posted on FX Empire

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