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Borsa Milano, in calo con Wall Street, tonfo di Tim, giù banche, rimbalza Enel

·3 minuto per la lettura
L'ingresso della Borsa di Milano

INDICE RIC ORE 16,30 VAR. % CHIUS. PREC.

FTSE MIB 24.152,50 -0,86 24.360,49

Allshare 26.299,13 -0,67 26.476,45

Banche 8.816,26 -1,97 8.993,54

Oil & Gas 13,232,42 -1,17 13.389,13

Aut & PR 276.281,87 -1,77 281.247,68

Volumi 2,83 mld

MILANO, 19 marzo (Reuters) - Venerdì di realizzi a Piazza Affari e sui mercati europei a causa anche della flessione degli indici di Wall Street e del prezzo del petrolio.

A Milano la seduta era partita negativa anche a seguito delle oscillazioni legate alle scadenze tecniche dei futures su azioni e delle opzioni, poi gli indici si sono stabilizzati per tornare infine a cedere terreno in concomitanza con l'avvio delle borse Usa.

Invariato lo spread del rendimento fra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi intorno ai 97 punti base.

Tra i titoli in evidenza:

Seduta pesante per Telecom Italia, in calo del 7% (giù anche le risparmio, -8%), con i trader che citano l'incertezza legata al progetto di rete unica a seguito dei commenti di alcuni ministri del governo Draghi nei giorni scorsi. I titoli, già in forte ribasso, hanno registrato un ulteriore peggioramento dopo le dichiarazioni odierne del ministro allo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, secondo cui il progetto di una rete unica di telecomunicazioni, oggetto di un lungo negoziato tra Telecom Italia e Open Fiber, è accettabile se risponde agli obiettivi di diffusione della banda ultra larga, altrimenti è un problema. "Si tratta di notizie un po' contrastanti e c'è un po' di confusione legata al progetto di rete unica", sottolinea un trader che sottolinea come il forte ribasso sia anche causato dalle scadenze tecniche che "esasperano le oscillazioni e sono anche un'occasione per vendere il titolo salito parecchio di recente".

Le dichiarazioni del Ceo di Unipol, Carlo Cimbri, che ha raffreddato le ipotesi di una fusione tra Banco Bpm e Bper, di cui è principale azionista, affermando che è difficile che possa avvenire entro l'anno, fanno scivolare sia Bper (-4,3%) sia Banco Bpm(-2,2%), salite di recente proprio su attese di M&A. Trader e analisti continuano tuttavia a scommettere su un'integrazione tra i due istituti, considerata la migliore opzione M&A disponibile.

Stornano anche le big Unicredit e Intesa Sanpaolo con ribassi rispettivamente del 3,1% e dell'1,6%. In generale colpito dalle vendite tutto il settore delle banche anche a livello europeo con lo stoox settoriale a -2,3%.

Rimbalza Enel (+2,5%) dopo i risultati definitivi annunciati ieri e la cedola 2020. "L'utile e il dividendo sono sopra le attese e c'è più visibilità sulle politiche future", osserva un trader. Spunti anche su A2A (+0,64%) l'indomani dei risultati definitivi 2020 che vedono un incremento della cedola e un utile netto sopra le attese del mercato, con la conferma della guidance per l'anno in corso.

Il forte ribasso del prezzo del petrolio tira giù tutto il settore con Eni in calo del 2% circa e Saipem dello 0,7%.

Giù anche Stellantis con un calo che supera il 3%.

Volatile Poste Italiane che cede l'1,8% in scia all'annuncio del piano strategico al 2024 nonostante i giudizi positivi dei broker. "Valutiamo positivamente la conferma di una solida politica dei dividendi e la capacità di generare cash-flow sufficiente a sostenere i dividendi e il capex", scrive Intesa Sanpaolo nel daily.

Ben raccolta Rai Way (+3,7%) dopo i risultati del quarto trimestre resi noti ieri pomeriggio a mercati aperti e giudicati sopra le attese. Meidobanca Securities, che ha un rating "outperform" e prezzo obiettivo di 7,11 euro, scrive: "Una solida storia di equity, immune dalla pandemia, e che tratta a multipli estremamente a buon mercato".

Infine, fermento sull'editoria dopo i risultati trimestrali di Rcs in salita del 3,7% che si trascina dietro anche Cairo (+9,6%).