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BORSA MILANO ferma sulla parità in attesa Fed, pesante Saipem, strappa Mediaset

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L'ingresso principale della Borsa di Milano

MILANO, 28 aprile (Reuters) - Gli indici di Piazza Affari sono praticamente inchiodati alla parità e non trovano spunti neanche nell'andamento incerto di Wall Street, alle prese con una serie di risultati trimestrali contrastati.

I riflettori degli investitori sono proiettati sull'esito della riunione della Fed stasera, e nell'attesa si evita di prendere posizione alla luce anche dell'alta valutazione raggiunta dai listini a livello globale.

"Nonostante questo alcune storie ci sono, in particolare l'interesse sulle banche anche se più in Europa che a Milano", osserva un trader.

Sull'obbligazionario italiano si restringe lievemente la forbice di rendimento dei titoli di stato decennali italiani e tedeschi intorno ai 106 punti base.

Tra i titoli in evidenza:

Saipem cede il 6% a nuovi minimi da novembre 2020, con il titolo che è arrivato a perdere fino al 12% a inizio seduta. A penalizzare i corsi il nuovo allarme sulle stime, questa volta per il 2021 a causa delle incertezze legate al progetto Mozambique Lng, che rappresenta il 15% del portafoglio ordini attuale, dopo che Total ha dichiarato la force majeure. Impattano anche i risultati del primo trimestre ben sotto le attese degli analisti. Il broker Jefferies rileva che si tratta "di un altro trimestre debole, su base sequenziale peggiore del quarto trimestre 2020, dove influisce la questione del Mozambico, tuttavia preoccupa anche il deterioramento dei margini nell'E&C offshore". Secondo un trader, "il forte calo iniziale era forse esagerato, ma gli investitori sono un po' esasperati e, quindi, hanno venduto in maniera massiccia".

Fuori dal paniere strappa Mediaset con un balzo di oltre l'8% sulle indiscrezioni di un quotidiano secondo cui la pace con il socio francese Vivendi "è a un passo" e un accordo per la chiusura tombale di tutte le cause in corso sarebbe in arrivo. Vivendi avrà cinque anni per uscire dal capitale di Mediaset, scrive MF. Raffica di upgrade da parte dei broker dopo i risultati 2020: Kepler Cheuvreux ha alzato il prezzo obiettivo a 1,95 euro da 1,8 euro precedente; Ubs a 2,6 euro da 2,25; Barclays a 2,6 da 2,3 e Jp Morgan a 3 da 2,40 euro con raccomandazione "overweight".

Banche forti in Europa in scia ai risultati di Deutsche Bank. Le big Unicredit e Intesa Sanpaolo salgono rispettivamente dell'1,3% e dello 0,15%. Meglio Bper, in crescita del 2,3%, e Banco Bpm (+2,9%), mentre Pop Sondrio avanza del 3,1%.

Recupera posizioni Diasorin (+0,8%), venduta ieri dopo la revisione al ribasso delle stime per il primo semestre e per l'anno della rivale Biomerieux. Sulle azioni ha anche pesato l'effetto diluitivo legato all'emissione di un bond equity linked convertibile annunciato stamani. Secondo un broker tale impatto è tuttavia compensato dai preliminari del trimestre, resi noti in anticipo oggi, che vedono un balzo dei ricavi del 53% a 267 milioni e un Ebitda adjusted a 130 milioni (+10%), migliori delle attese.

Ritracciano Stm(-1,5%) e Maire Tecnimont (-1,2%), quest'ultima alla vigilia dei risultati. Restando fra le oil service, forte Tenaris (+2%) sempre in vista dei risultati trimestrali che saranno resi noti post chiusura di Wall Street. Le attese degli analisti sono di una graduale ripresa su base sequenziale al traino dell'incremento dell'attività di perforazione negli Stati Uniti.

Fra i minori strappa Banca Finnat (+6,5%).

(Giancarlo Navach, in redazione a Milano Sabina Suzzi)