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Borsa Milano, indici negativi e volatili, pesanti Hera, Tod's, bene Stm, Brembo

Una donna davanti l'ingresso della borsa di Milano

MILANO (Reuters) - A Piazza Affari la seduta scorre con gli indici in netto ribasso, penalizzati anche dall'avvio negativo di Wall Street che non riesce a risollevarsi.

I dati di ieri sull'inflazione Usa - in rallentamento ma sopra le attese - hanno fatto aumentare i timori di una aggressiva stretta monetaria da parte della Fed.

Seduta di storno anche per il prezzo del petrolio che si muove con scambi volatili a causa dei timori di recessione e delle tensioni geopolitiche in Europa.

A Milano, inoltre, è anche la stagione delle trimestrali a condizionare l'andamento dei titoli.

Intorno alle 16,10 il FTSE Mib arretra dell'1,4% circa. Volumi poco sopra 1,5 miliardi di euro.

Tra i titoli in evidenza:

Banche miste e volatili dopo il rally della vigilia. Unicredit in crescita dello 0,9% dopo il balzo dell'11% ieri a seguito dell'avvio della prima tranche del piano di buyback. Intesa Sanpaolo cede lo 0,4%, Bper avanza dello 0,44%, mentre Banco Bpm perde l'1%.

Realizzi su Mediobanca (-3%) dopo la salita ieri sulle speculazioni - smentite dal Ceo - di un'operazione nel settore del risparmio gestito.

Nel lusso, in forte calo Tod's (-6%) nonostante i ricavi del primo trimestre resi noti ieri siano stati superiori alle attese, con la conferma del consensus per l'anno nonostante il rallentamento del mercato cinese. Banca Akros sottolinea che "il trimestre è stato buono anche, anche migliore delle attese, tuttavia non vediamo alcun trigger sul titolo nel breve termine. Un possibile cambio di scenario potrebbe avvenire non appena i negozi in Cina riapriranno". Alcuni broker hanno inoltre tagliato i prezzi obiettivo sulle azioni.

Prosegue la fase negativa per Diasorin in flessione del 4,8% con nuovi minimi da oltre 2 anni nonostante un trimestre molto positivo e la guidance per l'anno migliore delle attese. Le vendite stanno investendo un po' tutto il settore della salute, come Recordati (-5,4%) che ieri ha presentato il trimestre e confermato la guidance e Amplifon (-7,6%). A pesare la rotazione settoriale che sta penalizzando il comparto.

Poste Italiane sale dell'1,8% dopo i dati sul trimestre comunque sopra le attese.

Snam flette dell'1,3%, ma meglio dell'indice dopo il trimestre.

Fra le utility sorprende il forte calo di Hera (-7,3%) dopo il trimestre ieri. Secondo il broker Equita sono stati risultati "misti con un Ebitda in linea con le attese, ma utile e debito peggiori delle attese". Giù anche A2A (-3,2%) sempre dopo il trimestre.

Il calo del greggio spinge ai realizzi sui titoli del comparto: Tenaris la peggiore con un ribasso del 4,3%.

In forte calo Nexi (-4,8%) con il titolo sceso sotto il livello del prezzo di Ipo, peggiorando dopo i risultati trimestrali resi noti oggi e la conferma della guidance per l'anno.

In controtrend, sale del 2,71% STM nel giorno del capital market day. Il semiconduttore franco-italiano vede ricavi oltre i 20 miliardi di dollari tra il 2025 e il 2027 trainati dalla domanda nei settori automobilistico, industriale e degli smartphone. Per quest'anno i ricavi sono indicati tra 14,8 e 15,3 miliardi di dollari. Secondo Equita, "i nuovi obiettivi finanziari di medio termine sono significativamente sopra le attese".

Ben raccolta anche Brembo, in crescita del 6% circa, promossa da Exane Bnp Paribas a 'neutral' da 'underperform' con prezzo obiettivo a 10,3 euro da 10,1 euro precedente dopo il trimestre sopra le attese.

Infine, nel settore del calcio, venduta la Juventus (-1,6%) dopo la sconfitta ieri sera nella finale di Coppa Italia vinta dall'Inter. AS Roma guadagna il 15% e si adegua al prezzo dell'Opa residuale di 0,43 euro lanciata da Dan Friedkin sul 13,2% delle azioni della società, di cui già detiene l'86,8% del capitale sociale, finalizzata al delisting.

(Giancarlo Navach, editing Sabina Suzzi)

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