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Borsa Milano, prosegue calo dopo venerdì nero, giù industriali, utility

Una donna davanti all'ingresso della Borsa di Milano

MILANO (Reuters) - Piazza Affari inizia la settimana sulla scia dei messaggi 'hawkish' dei banchieri centrali che hanno provocato già forti vendite venerdì.

Il presidente della Fed, Jerome Powell, nel vertice di Jackson Hole, ponendo al centro la lotta all'inflazione, ha gelato le aspettative, che avevano sostenuto il rally da metà luglio, di un atteggiamento di politica monetaria in equilibrio tra lotta ai prezzi e recessione.

Messaggi decisi in chiave anti-inflazione sono arrivati anche dal fronte Bce, in un'Europa alle prese con gli aumenti record dei prezzi energetici e la ricerca di misure per cercare di contenere gli effetti sull'economia.

In questo quadro proseguono, dunque, le vendite sul listino azionario, anche se con minore intensità rispetto a venerdì pomeriggio.

"Si liquidano ancora posizioni ma, i volumi seppure in aumento, sono limitati, e questo non dovrebbe far preoccupare su un crollo della borsa, anche se la discesa a mio parere continuerà", commenta un trader.

Equita sottolinea come "i recenti sviluppi nella Ue, soprattutto a causa dell'aumento dei costi dell'energia, puntano a un rischio di un rallentamento economico più profondo del previsto".

In questo scenario il broker ritiene dunque che "i titoli 'quality' con maggior diversificazione internazionale, struttura finanziaria solida e protezione dall'inflazione siano da preferire".

Mentre a Wall Street i futures indicano un avvio negativo e l'indice di volatilità Vix ha toccato i massimi da sette settimane, a Piazza Affari, alle 12,30 il FTSE Mib cede l'1%%. Volumi attorno ai 450 milioni di euro.

Oggi la borsa di Londra è chiusa per festività.

Tra i titoli in evidenza:

Con ribassi generalizzati tra i diversi settori spiccano gli industriali e le utility. Tra i primi PRYSMIAN cede oltre il 3%, LEONARDO il 2,7% e PIRELLI il 2,9%.

Sul fronte utility la lettera si abbatte in particolare su A2A (-3%), IREN (-3,3%) e ASCOPIAVE (-2,6%), tutte e tre su minimi pluriennali, ma scendono anche ACEA, HERA ed ENEL, penalizzate sia dall'aumento dei tassi di interesse sia dalle misure legate alla tassazione degli extra profitti.

Debolezza anche nell'automotive e nel lusso, settori che guardano con interesse all'attesa Ipo del brand Porsche il cui il processo di quotazione, con il via libera del board di Volkswagen dovrebbe iniziare nei prossimi giorni, secondo fonti vicine alla situazione.

FERRARI cede l'1,1% il anche se Banca Akros non vede l'Ipo di Porsche "come una minaccia" per la casa di Maranello.

Nel lusso MONCLER perde l'1,9% e FERRAGAMO il 2,4%.

Poco mosso l'indice del settore bancario anche se i singoli titoli registrano un andamento misto. Ben raccolta BANCO BPM, miglior titolo del FTSE Mib con un rialzo del 2,4%, mentre all'opposto MPS cede il 3,7% in una borsa che guarda al prossimo aumento di capitale iperdiluitivo da 2,5 miliardi di euro che la banca senese dovrà affrontare nei prossimi mesi in un contesto di mercato non favorevole.

(Andrea Mandalà, editing Gianluca Semeraro)